La protesta
Lucchese, tre punti ottenuti con il cuore
L’infortunio di Nolé, l’uomo in meno per 10’ e un gol annullato ad Aliboni non fermano i rossoneri che sbancano il Manuzzi
INVIATO A CESENA. La Lucchese non muore mai. Anche quando tutto sembra remare contro, i giovanotti di Pagliuca riescono con una prestazione tutto cuore e carattere a ribaltare la situazione e strappare nei minuti di recupero tre punti fondamentali nell’inseguimento alla «lepre» Correggese. Un gruppo straordinario quello rossonero. Formato da elementi di grande esperienza e giovani di belle speranze uniti nell’obiettivo comune di regalare ai tifosi e alla città il ritorno al calcio professionistico dopo tante amarezze. E l’emozionante sfida con il Romagna Centro Martorano che gioca sul sintetico del Dino Manuzzi di Cesena è l’antipasto al rientro nel grande calcio. Uno stadio - quello romagnolo - che notoriamente non porta bene ai rossoneri spesso sconfitti nelle gare di B e C. E lo spettro di una nuova cocente delusione si materializza spesso durante una partita vibrante e con continui rovesciamenti di fronte che, di fatto, elimina i biancazzurri (ex terza forza del torneo) dalla corsa promozione. All’inizio l’infortunio muscolare a Nolé ( contrattura, in forse per il match con l’Imolese) poi la pressione dei padroni di casa che porta al gol annullato per un dubbio offside e nella ripresa il rosso diretto a Gialdini che lascia la Lucchese in inferiorità numerica. E proprio in quel momento di grande difficoltà che sotto la spinta di mister Pagliuca i rossoneri tirano fuori gli artigli. Morale? L’imprendibile Chianese costringe nuovamente al fallo il capitano già ammonito dei romagnoli ristabilendo la parità numerica, Aliboni realizza un gol che l’arbitro annulla inspiegabilmente e al primo dei quattro minuti di recupero il più giovane della truppa - Gianni Riccobono, 18 anni - segna la rete più importante della sua carriera regalando una grande gioia ai 250 supporters rossoneri sbarcati in Romagna per continuare a cullare il sogno promozione. Sembra davvero una favola a lieto fine, ma mancano ancora 15 (forse 14 se il Riccione verrà radiato) per capire se lo è per davvero.
Partita in equilibrio. Il 4-3-1-2 speculare diverte e appassiona. Medri e Pagliuca sono tecnici amanti del bel gioco. Ma il trainer rossonero preferisce schierare un incontrista in più (Gialdini) lasciando in panchina le punte De Luca e Tarantino. Al Porta Elisa il Romagna Centro ottenne i tre punti dimostrando di possedere una buona intelaiatura. Ma quella Lucchese non era neanche lontana parente di quella che scende al Manuzzi con il chiaro proposito di lasciare inalterate le distanze da una Correggese chiamata ad un impegno facile facile con il fanalino di coda Forcoli.
Re Mida Riccobono. Dopo un primo tempo in equilibrio, nella ripresa il Romagna Centro ci prova con maggiore veemenza anche se la Lucchese non sta a guardare. Il pari sembra la logica conseguenza di quanto mostrato dalle due squadre quando a 20’ dal termine un fallo duro, ma non cattivo di Gialdini viene punito con il rosso diretto. La squadra resta in dieci, ma lo spirito è quello giusto. Riccobono rileva uno spento Pecchioli e la partita gira. Il bimbo s’infila tra le linee e mette a nudo la stanchezza dei padroni di casa. Medri ha il torto di provare a vincere cambiando un centrocampista di peso (Torelli) con una punta (Lorenzo, figlio d’arte con il padre che giocò in A). Una mossa che libera il genio di Chianese. È la svolta della gara. Il Romagna Centro sbanda, la Lucchese acquista fiducia e autorevolezza e realizza il gol storico con Riccobono che si fa trovare al posto giusto nel momento giusto dopo una rovesciata acrobatica in area dell’onnipresente Caboni. Finisce con i rossoneri a far festa con i tifosi. Per la Lucchese la corsa verso la C continua.
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