Sicurezza
La Ferrari collauda l’auto per Le Mans
È una vettura ibrida, col turbo e motori elettrici. Mistero sull’esordio
MODENA. «Una Ferrari Lmp1 a Le Mans? Ci penseremo». La frase del grande capo del Cavallino, Luca Cordero Di Montezemolo, pronunciata durante il tradizionale pranzo di Natale a Maranello era sembrata dapprima una mezza ammissione, poi le cose sono andate decisamente oltre la metà, sconfinando decisamente nell’intero.
Questo nel senso che oltre ad una serie di “rumors” che giravano già da qualche tempo, un prototipo Ferrari a ruote coperte assolutamente inedito era già stato visto girare sulla pista privata della casa modenese, a Fiorano. Chi aveva avuto modo di ascoltare il rumore del motore aveva subito riconosciuto che sotto il cofano della vettura che inanellava giri su giri rombava (e anche fischiava) un motore turbo. La speculazione motoristica aveva dapprima pensato ad una vettura che stesse in qualche modo collaudando il motore - pardon, la power unit - che spingerà la Formula 1 del Cavallino di quest’anno, prima di montarla sul suo vero telaio. Poi è bastato pensare agli attuali regolamenti delle Lmp1, ovvero la classe di proptotipi che gareggia nella 24 ore Le Mans e nelle altre gare di durata, che vedono al via vetture ibride, come la Audi E-Tron che ha vinto le edizioni 2012 e 2013 e che si ripresenterà al via anche quest’anno, e non è stato difficile fare due più due. La tecnologia sviluppata dalla Ferrari per la Formula 1 2014, che molto si basa sulla riduzione dei consumi, come il nuovo regolamento delle vetture Lmp 1, infatti può essere trasferita senza grossi problemi su un prototipo a ruote coperte.
E così è arrivata la conferma: dopo le foto “rubate” sulla pista di Fiorano, sono arrivate, a gennaio, quelle del prototipo che girava, con l’inedita livrea a punti neri su fondo bianco, al Mugello. La vettura, guidata dal collaudatore Andrea Bertolini è sembrata, almeno come estetica, con una certa somiglianza alla “LaFerrari”, la supercar con motore V12 da 6.200 cc da 800 cavalli, cui si aggiunge un kers che ne aggiunge ulteriori 163, lanciata dal Cavallino nel 2013 e messa in vendita a un milione e 210mila euro (optional esclusi).
Se la questione turbo è ormai assodata, qualche bene informato (il settimanale Autosprint) ha però spiegato che sotto il cofano della Ferrari da endurance non batterebbe il V6 nato per la Formula 1, bensì un V8, turbocompresso come detto, ma collegato ad un’unità di potenza elettrica. Insomma una macchina ibrida.
Mistero sul fatto se questa sarà davvero l’auto destinata alle corse di durata o se, come parrebbe probabile, sia un semplice muletto per collaudare le diverse componenti, e soprattutto quando (il “se” ormai sembra da scartare) il Cavallino tornerà nella massima categoria a Le Mans: quest’anno, il prossimo, o il 2016?
Roberto Cestari
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