Il Tirreno

Livorno

«È l’ora di raccogliere ciò che meritiamo»

di Gianni Tacchi
«È l’ora di raccogliere ciò che meritiamo»

Nicola suona la carica e lancia Benassi: Sta crescendo molto

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LIVORNO. «Manca davvero poco a poter dire che siamo una squadra da serie A». Davide Nicola vuole superare gli ultimi esami nel confronto con il Parma, forse il più importante di questo girone d’andata. «Siamo partiti con il presupposto che niente è impossibile – rivela il tecnico amaranto – e lo stiamo dimostrando. Dobbiamo crescere ancora a livello di convinzione e di continuità, ma vogliamo ottenere presto il massimo. Con i ducali abbiamo l’opportunità di mettere quel quid in più per fare risultato».

Davide, il Livorno riparte dall’ottima prova di Firenze.

«Dalla sfida del Franchi siamo usciti fortificati, anche perché siamo stati puniti da un episodio. Con la Fiorentina, proprio come con il Verona e con la Sampdoria, non abbiamo raccolto quello che meritavamo. Ma stavolta vogliamo farlo».

Perché, nonostante lo svantaggio, hai inserito Emeghara e Siligardi solo negli ultimi minuti?

«I ragazzi, dopo la rete subita, hanno giocato 10 minuti a grandi livelli e hanno sfiorato il pareggio due volte. Ho deciso di fare le sostituzioni nel finale per non sbilanciare la squadra, che in quella fase aveva grande equilibrio: prendere il secondo gol avrebbe infatti chiuso la partita. Abbiamo avuto più occasioni prima dei cambi».

Comunque al Franchi si è vista un’altra squadra rispetto alle gare prima della sosta.

«Hanno inciso il lavoro, l’atteggiamento e la compattezza. Inoltre i ragazzi non hanno mai ragionato individualmente».

Fattori che non dovranno mancare con il Parma.

«Abbiamo grandi motivazioni. Quella di Donadoni è una realtà costruita per stare nelle prime 8 posizioni. E non è distante da questo obiettivo. Ma è più importante concentrarsi su ciò che vuole fare il Livorno. Ora tutti conoscono i loro giocatori, domani (oggi, ndr) spero che si accorgano dei nostri».

Benassi, dopo gli elogi di sabato scorso, potrebbe essere confermato?

«È cresciuto tantissimo, sia fisicamente che tatticamente. È arrivato qui come playmaker, ma sta interpretando molto bene il ruolo di mezz’ala. È un ragazzo intelligente, che in allenamento si applica sempre. E ha una forza mentale incredibile».

C’è la possibilità di vederlo dal primo minuto con Duncan?

«Può essere. Duncan ha recuperato gli allenamenti persi durante la sosta, sta tornando quello che tutti conoscono».

Intanto il mercato non si sblocca.

«Ora non ha senso parlare di questo. Comunque durante la sosta ho avuto un confronto con il presidente e i direttori su questo tema: la società sa cosa manca a questa squadra».

Ti senti a rischio?

«Non concepisco questo termine, io vedo solo opportunità».

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