Sicurezza
Bardi e Benassi, uno spot per i ragazzi
I due talenti incontrano gli studenti del Cecioni: «Fumo e alimentazione? Controllatevi e vincerete nella vita»
LIVORNO. Facce semplici, pulite. «Di ragazzi come voi…», hanno tenuto a precisare Francesco Bardi e Marco Benassi, testimonial dell’iniziativa «Non fare Autogol» patrocinata dal Coni, Figc, Fmsi, Aiom e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che proprio ieri mattina è stata illustrata al Liceo Scientifico Cecioni di Livorno, alla presenza dei ragazzi delle quarte classi, del dirigente scolastico Giuseppe De Puri e del segretario regionale dell’Aiom (Associazione Italiana Oncologica Medica), Dottor Andrea Michelotti.
«La sfida contro il cancro inizia dalla giovane età – ha commentato – ed è portata avanti da un corretto stile di vita: il 40% dei decessi per tumore, difatti, è causato da fattori di rischio modificabili nel tempo tipo fumo, alcol, utilizzo di sostanze dopanti, non corretta alimentazione ed esposizione ai raggi ultravioletti. Ognuno di questi va poi analizzato singolarmente complice la volontà d’intraprendere la giusta strada non farsi distrarre da agenti esterni».
Del progetto “Non fare Autogol” (giunto alla 4° edizione) fanno parte i livornesi Allegri e Chiellini, ma anche altri campioni vedi El Shaarawy, Mirante, Calaiò, Immobile, Bianchi e Stendardo. Un’iniziativa che abbraccia le quindici città che ospitano la Serie A, e anche Livorno naturalmente ha risposto presente con appunto Bardi e Benassi.
«Capita che i ragazzi facciano uso di droghe leggere divertendosi; è una specie prassi goliardica che poi sfocia in un vizio al quale vogliamo dire forte il nostro no – ha proseguito il portiere, classe 1992, labronico doc ma di proprietà dell’Inter del presidente Thohir – io personalmente non nascondo di aver provato a fumare le sigarette, anche se ho smesso quasi subito.
Per quanto riguarda la dieta, invece, non c’è niente di speciale, tipico menù da atleta prima di scendere in campo (pasta al pomodoro, bresaola e crostata), ma lo stesso vale pure nella vita quotidiana. Ci vuole giudizio, sempre e comunque. E in ogni circostanza». Sulla stessa lunghezza d’onda il centrocampista emiliano, anch’egli figlio del settore giovanile dell’Inter e in prestito al Livorno.
«Di colleghi che fumano se ne vedono in giro, e anche io come Checco (Bardi, ndr) per fortuna non sono dipendente dal fumo. Diverso è l’aspetto alimentare (sorride, ndr) essendo un grandissimo appassionato di dolci.
Fino all’età di 14-15 non badavo al cioccolatino in più, ma una volta a Milano, nel settore giovanile dell’Inter, il piede sul freno l’ho dovuto schiacciare per non avere ostacoli nel sogno che stavo coltivando sin da quando ero piccolo».
A completare il quadro largo al padrone di casa, professor De Puri: «Innanzitutto vorrei ringraziare chi di dovere per aver scelto il Liceo Cecioni, una scuola con circa 1700 alunni iscritti e quindi con un bacino che abbraccia 10-12mila persone con le famiglie; inoltre vorrei sapere dai calciatori, quanto e in che modo vivono l’ansia da prestazione che per uno studente si cela nei minuti vicini a un compito o un’interrogazione».
Breve e coincisa la replica di Bardi e Benassi: «Bei ricordi, perché ci teniamo a ripetere il concetto che siamo stati ragazzi e studenti, come voi. La pressione della vigilia ognuno la gestisce a suo modo, con la consapevolezza che poi usciti dal tunnel degli spogliatoi occorre massimo impegno e concentrazione».
Nel corso della mattinata, la studentessa Margherita Cappelli ha ricevuto un tablet Samsung per aver risposto in maniera ottimale e corretta a un quiz sulla salute online sul portale Nonfareautogol.it.
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