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Milevsky cacciato diventa una bufala

Il declino di Artem Milevsky continua. È durata soltanto 4 mesi l’avventura dell’attaccante ucraino, vicino al Livorno la scorsa estate, al Gaziantepspor. La società turca ha infatti trovato un...

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Il declino di Artem Milevsky continua. È durata soltanto 4 mesi l’avventura dell’attaccante ucraino, vicino al Livorno la scorsa estate, al Gaziantepspor. La società turca ha infatti trovato un accordo con l’ex promessa della Dinamo Kiev, che a settembre aveva firmato un triennale, per la risoluzione anticipata del contratto.

L’esperienza della punta si chiude con numeri negativi: 6 partite in campionato, partendo sempre dalla panchina e realizzando una rete, e 3 in coppa da titolare senza segnare. Totale? 9 gare, un gol e 368 minuti in 4 mesi. Insomma, un altro flop dopo l’ultimo negativo periodo con la Dinamo Kiev, squadra dove è cresciuto. I tifosi del Gaziantepspor si ricorderanno di Milevsky soprattutto per l’incidente di metà novembre, quando distrusse in autostrada la sua Ferrari California da 200mila euro. Nessuna conseguenza fisica per l’ucraino, che dopo lo schianto fu sottoposto all’alcol test: esito positivo e patente ritirata. Il Livorno si era interessato a lui durante il mercato estivo, ma la dirigenza amaranto decise di non chiudere la trattativa.

E proprio ieri, sul web, è circolata la voce di un presunto asse con l’Inter per portarlo in Italia: i nerazzurri prenderebbero Milevsky e lo girerebbero in prestito alla squadra di Nicola fino a giugno, una specie di operazione di risarcimento per il mancato arrivo di Botta in Toscana. Una boutade impossibile, anche perché non è certo di Milevsky che ha bisogno il Livorno. (G.T.)

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