Gioco
Addio a Botta, ma il Livorno non paga
Eliminata la clausola dei 150mila euro al mese. Intanto Decarli dice sì all’Avellino
LIVORNO. Salutiamo Ruben Botta. Uno che resterà nella storia del Livorno per aver dato un contributo pari a quello di Adrian Mutu: zero di zero. Ma non ci sentiamo di farne una colpa alla società, perché la vita e il mercato delle “piccole” è fatto anche di favoretti e favorucci ai “grandi” di turno. Per la serie : io ti do una mano nel momento del bisogno, poi ricordati di me...
Al 99% Ruben Botta non arriverà a Livorno, ma almeno non ci sarà costato niente il favore all’Inter. Nei meandri degli accordi e dei contro-accordi, il Livorno esce pulito sotto il profilo economico: nessuno esborso dei 150mila euro mensili.
A proposito di Botta: l’Inter sta trattando la sua cessione al Torino. Cairo, nell’ambito della cessione di D’Ambrosio in nerazzurro, ha chiesto proprio il cartellino di Botta, l’Inter ha chiuso la porta alla cessione, ha lasciato uno spiraglio per la comproprietà e ha detto di essere favorevole al prestito. A noi cambia poco.
Intanto lo svizzero Decarli sembra aver accettato la proposta dell’Avellino e si va verso il prestito secco fino a giugno. Piccola frenata per il passaggio di Lambrughi al Modena (ma anche il Novara preme), anche perché “Lambru” al momento è infortunato.
Da Siena ieri è rimbalzata la voce di un possibile scambio di prestiti: Belingheri in bianconero, D’Agostino in amaranto. Ipotesi smentita seccamente dalla dirigenza amaranto, che già in estate aveva “bocciato” l’ipotesi D’Agostino che pure era stato proposto dal Siena quando si parlava di Emeghara.
Già, Emeghara. Anche a Firenze altri minuti senza lasciar traccia. Col Bologna però la trattativa è in una fase di stanca. Tra l’altro ieri Acquafresca ha pure giocato un quarto d’ora sfiorando il gol. Il massimo per il Livorno sarebbe cedere Emeghara all’esterno, intascare qualche spicciolo e risparmiare lo stipendio. Quei soldi sarebbero investiti per un altro attaccante. Il sogno è Cacia (difficile), più facile Ardemagni. Ma gran parte del mercato (e del futuro) si deciderà oggi a Genova, nelle uffici del presidente Spinelli.(al.ber.)
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