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Livorno

La testata di Gonzalo condanna il Livorno

di Alessandro Bernini
La testata di Gonzalo condanna il Livorno

Amaranto meritavano il pari. Crac Rossi, un altro lungo stop

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INVIATO A FIRENZE. Non festeggia nessuno. Non il Livorno che incassa la settima sconfitta consecutiva in trasferta, ma forse neanche la Fiorentina che perde il suo Pepito d'oro: per Rossi distorsione al ginocchio destro (quello già usurato da due operazioni) dopo un fallo di Rinaudo, oggi gli esami chiariranno l'entità dell'infortunio ma si va verso un lungo stop, una perdita che neanche il rientro di Gomez potrà colmare.

Una botta terribile per la Fiorentina che su Rossi (quattordici gol finora) ha costruito la sua splendida classifica. Per una notte Montella sarà sul terzo gradino della classifica, ma i suoi pensieri saranno tutti rivolti a quel benedetto ginocchio.

E c'è mancato davvero poco che il Livorno facesse anche andare di traverso il panettone ai viola. Perché gli amaranto, abbottonati nel loro 5-4-1 di chi sa di essere tecnicamente più debole ma pronto alla battaglia, hanno disputato una grande partita. Imbrigliando una Fiorentina che segnava ininterrottamente in casa da 9 giornate.

Buon per Montella che ci ha pensato Gonzalo Rodriguez, uno che di lavoro morde le caviglie, piedi spesso discutibili ma temperamento da leone, che al 21' della ripresa è saltato sulla testa di Biagianti trovando l'inzuccata dell'1-0. E buon per Montella che poco prima Mbaye aveva colpito la traversa di testa e poco dopo Rodriguez e Neto hanno salvato due gol quasi fatti di Paulinho prima e Neto dopo.

Finisce tra i veleni (di cui parliamo sotto) e imprecano tutti. La Fiorentina per l'infortunio a Rossi con accuse a Rinaudo (che per la verità, riguardando le immagini, non sembra aver commesso un fallo cattivo), e anche il Livorno che all'ultimo minuto del primo tempo si è visto fischiare un fallo dubbio (a dir poco) contro Benassi, proprio mentre Paulinho solo soletto andava verso la porta.

Tagliavento, fischietto internazionale, questa volta non ha fatto un figurone, anzi, è apparso schiavo del "cerchiobottismo", collezionando un errore dietro l'altro. Bocciato.

Non è stata insomma la partita che molti si aspettavano. L'unico dubbio sembrava "quanto ci metterà la Fiorentina a segnare il primo gol?" In realtà la lancetta ha iniziato a scorrere senza che dalle parti di Bardi piovessero pericoli. Era il primo segnale di come sarebbe andata la partita.

Da una parte c'era una Fiorentina lenta nel girare palla, fuori ritmo con Pizarro e scontata con Aquilani, innocua con Ilicic, a corrente alternata con Cuadrado.

Dall'altro un bel Livorno con 10 uomini sempre dietro alla linea della palla ma anche pronto a ripartire, con Greco e Benassi (bravo, la sua miglior partita da quando il ragazzino di scuola Inter è aapprodato a Livorno) a supportare Paulinho.

In questo quadro tattico, la Fiorentina ha sbattuto a lungo la testa sul muro amaranto, anche perché sulla destra Cuadrado non riusciva a saltare il mastino Schiattarella, mentre Biagianti e Luci facevano da schermo alla continua ricerca dell'uno- due. Insomma, pian piano la corsa contro il tempo del Livorno per non subire gol, si è trasformata in una corsa contro il tempo della Fiorentina per segnare.

Anche Montella dopo un quarto d'ora della ripresa ha iniziato a preoccuparsi, sostituendo il fumoso Ilicic con Joaquin, mettendo lo spagnolo a sinistra per cercare l'uno contro uno con Mbaye. Ma a far saltare tutte le strategie tattiche ci ha pensato un difensore, Rodriguez, micidiale col suo colpo di testa imparabile per Bardi.

Un gol che comunque ha fatto infuriare tutti gli amaranto, compreso Nicola, per un fallo dello stesso Rodriguez su Biagianti, che le immagini televisive hanno confermato. Il Livorno ci ha provato fino all'ultimo secondo dell'ultimo minuto, mettendo i brividi a una Fiorentina ancora sotto choc per l'infortunio di Pepito, ma non è bastato e l'1-0 ha resistito fino al the-end. Strana giornata. Un derby così va di traverso proprio a tutti.

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