Italia
Don Bosco, il cuore non basta Nel finale Cento è più cattiva
LIVORNO. Rincorrere non è mai semplice, figuriamoci per 30 minuti. È dispendioso, alla distanza frustrante e il fine, nel 99% dei casi, premia chi è riuscito al contrario a spalmare le energie...
LIVORNO. Rincorrere non è mai semplice, figuriamoci per 30 minuti. È dispendioso, alla distanza frustrante e il fine, nel 99% dei casi, premia chi è riuscito al contrario a spalmare le energie (fisiche e mentali) sull’intero arco del match, nel caso specifico la Benedetto XIV Cento uscita con le braccia alzate dal Pala Macchia per 72-76. Partenza a handicap per il Don Bosco, sotto 0-5 complice un’ottima cerniera “mani addosso” del roster emiliano poi bucata da una tripla di Vallini e da un doppio jump di Malfatti; anche Mazzantini scrive i primi due a referto, mentre sull’altra sponda Di Trani realizza con incredibile continuità. Immediato il cambio di difesa disposto da Da Prato (zona fronte pari) al fine di abbassare i ritmi di una Benedetto XIV davvero ben organizzata che nel frattempo è capace pure di annullare Gigena (18-17 al 10’).
Avvio di secondo quarto nel segno di Jacopo Lucarelli (sei punti consecutivi), l’ennesimo golden boy della “cantera” Don Bosco. È tuttavia un momento della gara ricco d’incertezza, dove nessuna delle due squadre brilla sotto l’aspetto tecnico e anzi sono gli errori a dettare un ritmo blando, salvo qualche sfuriata del solito Di Trani e 5 in fila di Silimbani che marchiano il +9 Cento all’intervallo lungo (33-38).
La ripresa è invece un susseguirsi d’emozioni, Vallini e Di Trani si rispondono colpo a colpo e in un amen l’equilibrio torna a regnare sovrano: più 1, meno 1, piccoli strappi, in attesa di un nuovo break Cento che sbaglia poco o niente dentro l’area pitturata e dalla lunetta e soprattutto domina sotto i tabelloni (20-34 il computo finale dei rimbalzi). Livorno però è dura a morire e risponde con precisione dall’arco, nonostante la salita si faccia sempre più ripida con il passare dei minuti (52-60 al 30’). Stessa musica al rientro dall’ultima mini pausa: il Don Bosco ci prova e con la forza dell’orgoglio rientra fino al -1 (67-68) inaugurando il più classico dei finali thrilling: Di Trani fa 2 su 2 dalla lunetta, Gigena segna da tre, Sollitto scippa sulla rimessa ma Livorno, purtroppo, non tira e Scomparin confeziona i liberi della staffa.
Andrea Masini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
