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Livorno

Da Aldo a Aldo: «Ripensaci e ci salviamo»

di Fabrizio Pucci
Da Aldo a Aldo: «Ripensaci e ci salviamo»

Agroppi fa le carte al derby e lancia un messaggio a Spinelli: «E dai, sono 40 anni che sei nel calcio, basta alti e bassi...»

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LIVORNO. Battuta pronta, parlantina sciolta. Aldo Agroppi è in gran forma. C'è Fiorentina-Livorno e lui dichiara subito: «Ci vorrebbero meno italiani e più toscani. Noi siamo simpatici, allegri. Avete mai visto un toscano triste?». Il derby tra viola e amaranto è la sua partita e lui la analizza volentieri.

Aldo, pronostico chiuso?

«A rigor di logica sì, per il Livorno non dovrebbe esserci scampo, ma attenzione: nel calcio non c'è nulla di scontato. Non capita spesso, ma può succedere che la squadra inferiore ottenga un risultato di prestigio in casa di una big. Nel calcio di sono molti esempi: due anni fa l'Inter perse in casa con il Novara. La Roma nell'86 perse uno scudetto all'Olimpico contro il Lecce. Il Livorno di Camolese nel 2008 pareggiò in casa della Roma».

Che cosa deve fare il Livorno per compiere l'impresa?

«Deve sperare in una giornata storta dei viola e nello stesso tempo disputare la partita perfetta, altimenti sul risultato positivo del Livorno non c'è da scommetterci neanche un famoso dollaro bucato del film».

Già. Facile a dirsi, meno a farsi...

"Sì. È vero, ma non è impossibile. Se vanno a giocarsela a viso aperto diventa un problema perché la qualità della Fiorentina è di gran lunga superiore a quella della squadra di Nicola che tra l'altro è incompleta e da rinforzare".

Sì. Punto dolente, quello del mercato. Spinellli è di nuovo in crisi...

«Lo so. Al presidente faccio gli auguri di buon anno, ma nello stesso tempo dico che deve stare più sereno. È normale che in serie A, se ti chiami Livorno, tu vada incontro a sofferenze. Non esiste vederlo entusiasta il lunedì dopo una vittoria e depresso la settimana che segue una sconfitta. Spinelli è un uomo di calcio. Abita in questo pianeta da quarant'anni. Possibile che sia ancora soggetto a questi sbalzi d'umore? Ragazzi, qui con tre acquisti indovinati ci possiamo salvare bene. Con un pizzico di intraprendenza la permanenza in A è possibile. Perché tirarsi indietro?».

Fiorentina-Livorno è anche la sfida tra due tecnici emergenti. Montella e Nicola. Che ne pensi?

«Che son giovani e belli. Chissà quante donne hanno! cherzi a parte, Nicola lo conoscevo solo per il famoso bacio alla poliziotta di Genova. Detto questo Davide è un ragazzo davvero in gamba. L'anno scorso ha fatto un'impresa. Sono certo che se non si fosse rotto Siligardi il Livorno sarebbe andato in serie A con un mese d'anticipo. Dopo la promozione mi complimentai con lui perché fu bravissimo a gestire il momento più difficile della stagione».

Quale?

«Quello dopo la sconfitta con il Sassuolo all'ultima giornata della stagione regolare. La sua serenità e l'armonia dello spogliatoio consentirono al gruppo di ammortizzare quella mazzata. In quel frangente ha dimostrato la sua grandezza".

Chi può essere l'uomo derby?

«Giuseppe Rossi. La sua vicenda umana e professionale mi ricorda quella di Baggio. Anche Roberto arrivò a Firenze dopo un brutto infortunio. Claudio Nassi credette in lui e poi abbiamo visto la carriera che ha fatto. La storia si è ripetuta con Pepito che si è rotto ben due volte. Ma lui nei momenti più difficili si è chiuso in palestra e ha lavorato duro. È un ragazzo perbene, dalla faccia pulita. Soltanto Sacchi fu capace di farselo sfuggire ai tempi del Parma».

Spendiamo due parole per il tuo 'figlioccio' Andrea Luci?

«Volentieri. L'ho visto bambino. Proviene da una famiglia sana. Fin da giovane da capito che i risultati si ottengono solo con sacrificio e lavoro. Prima di arrivare in serie A, è passato dalla Torres Sassari, tanto per citare un esempio. Ha tutto il mio affetto e la mia stima anche se quando tira in porta il pallone arriva a destinazione una settimana più tardi».

Andrea sta vivendo una situazione molto difficile sul piano personale...

«Sì. E questo mi addolora e mi fa incazzare. Le grandi aziende farmaceutiche se ne infischiano delle malattie rare perché investire nella ricerca per loro è antieconomico. La questione è morale e politica. Se i nostri governanti anziché intascarsi i nostri soldi li devolvessero a cause come questa, sarebbe ricordati con piacere e non solo per le loro malefatte. Sono e indignato. Ad Andrea e Lisa mando un abbraccio stretto. Mi ha fatto piacere constatare che Fiorentina e Livorno si sono unite contro la Fop. Dal calcio è arrivato un esempio».

LUCI E PASQUALE PER LA FOP

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