Gioco
Lanni, il portierone salva-Grosseto
«Sono rimasto volentieri per vendicare sul campo la scorsa disastrosa annata»
GROSSETO. Al momento di scendere dalla serie B in Prima divisione, il diesse Magalini e il presidente del Grosseto Piero Camilli hanno deciso di mettersi in.... buone mani, quelle di Ivan Lanni.
Il 23enne portiere originario di Alatri è, insieme a Obodo, l’unico superstite della squadra precipitata in Lega Pro.
«Sono rimasto volentieri - dice l’estremo difensore - perché in questa maniera posso vendicare sul campo un’annata disastrosa».
Arrivato per fare il secondo, Lanni è stato gettato nella mischia all’undicesima giornata del passato torneo, dopo l’infortunio a Nicolas Bremec, e da quel momento non ha più saltato nemmeno un match: 32 gare in B e le 16 dell’andata del torneo in corso.
«Oltre al fatto di non aver avuto infortuni, devo tutto al preparatore dei portieri - dice Lanni - Giordano Negretti. Ha sempre creduto in me e mi dice sempre la parola giusta per tranquillizzarmi. In cosa devo migliorare? Mi dicono nelle uscite alte».
Dopo la batosta di Pontedera (2-5) nella gara d’apertura, il portierone biancorosso ha tirato giù la saracinesca, subendo nove reti in quindici incontri: «Il merito è dei miei compagni - sorride - che hanno sempre una gran voglia di non prendere reti. Tra l’altro non prendiamo gol da 276’ e questo è sicuramente un buon segnale per il ritorno».
Vista da dietro, cosa manca a questo Grosseto per diventare una big: «Niente, forse solamente un po’ di cattiveria. Per il resto non abbiamo nulla da invidiare alle altre squadre. Nessuno ci ha dominato, anche se l’attacco del Frosinone ha creato scompiglio, e abbiamo battuto il Perugia».
Cosa è cambiato con l’arrivo di mister Cuccureddu?
«È la medicina giusta per la piazza e l’unico che ci lascia lavorare tranquilli».
Qual è l’obbiettivo per il 2014? «I playoff, prima di tutto, poi la Coppa Italia».
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