Gioco
L’ultima parola famosa del presidente
Le grandi bugie del 2013. Berlusconi: «Mai Balo e Kakà». Moratti: «Non vendo»
ROMA. Bugie ed esternazioni di mercato, ma non solo. In attesa di sentirne molto presto di nuove, va in archivio la copiosa antologia delle “ultime parole famose” del 2013 da parte dei presidenti italiani.
Ha ovviamente inaugurato l'anno - e molto probabilmente ora farà il bis - Berlusconi con un lapidario: «Balotelli al Milan ? Mai. Se metti una mela marcia nel gruppo, poi si infettano tutti». Dieci giorni dopo altra esternazione: «Né Balotelli né Kakà, non hanno senso operazioni del genere in tempi come questi». Sappiamo com'è andata. Al tecnico Massimiliano Allegri, con cui l'ex premier non si è mai preso, manda a dire: «No el capisse un casso», sibilato in veneto a un cronista, e non serve traduzione.
Spesso pirotecniche e spericolate le uscite del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, che il 16 luglio, con solennità dichiara: «Al sindaco De Magistris ho dato tempo fino al 31 luglio, se non vuole vendermi lo stadio San Paolo ad agosto andrò a costruirlo a Caserta dove sono già pronti 60 ettari di terreno». Quando a Capri Higuain cade su uno scoglio e si ferisce, De Laurentiis teme che il giocatore non sia stato curato bene, e annuncia la richiesta di 100 mln di danni, scoppia una polemica feroce col Comune isolano. Poi torna la pace. Mesi dopo rievoca l'episodio a modo suo: «Arriva Higuain e questo stronzo di Cannavaro cosa fa? Prende una barca pagata in nero, lo porta a Capri e lo fa pure inciampare su uno scoglio». L'ultima è per il suo ex tecnico Mazzarri, ora all'Inter: «S'è venduto a uno scornacchiato».
Sempre sanguigno Maurizio Zamparini, patron del Palermo, noto per la facilità con cui cambia allenatori. In Lega Calcio solite beghe di inizio anno, punti di vista diversi, scaramucce fra club. Zamparini prende il cannone: «La Lega ? un gruppo di 20 incapaci, di cui Beretta è il capo». E aggiunge: «In Italia c'è Monti, in Lega c'è Lotito, due personaggi che portano al disastro».
L'ormai ex padrone dell'Inter Moratti è noto per il suo stile misurato, ma talvolta va fuori strada. A trattative aperte con Thohir per la vendita dell'Inter, il petroliere mentiva serio: «Vendere l'Inter? Figuriamoci: mai!». Il patron nerazzurro in primavera ha poi esternato su Cassano: «Fa un sacco di cazzate», disse, salvo rettificare il giorno dopo: «Cassano è un campione e si sa che gli artisti sono speciali, comunque resterà con noi».
«Non firmo per il secondo posto» azzardò il presidente della Lazio Claudio Lotito a gennaio, quando i suoi erano secondi dietro la Juventus. Invece era molto meglio firmare, visto come è finita (ottavo posto). Confermate in pieno invece a distanza di un anno le sue parole sui tifosi laziali: « Se hanno mal di pancia, prendessero un Alka-Seltzer».
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