Gioco
E zio Edy torna nella polveriera
Reja oggi in campo con la Lazio, 18 mesi dopo: trova una piazza in rivolta
ROMA. Quanto tempo è passato? Diciotto mesi. Era il giugno del 2012 quando Edy Reja, alla scadenza del contratto dopo una salvezza, un quinto ed un sesto posto, sfiorando ripetutamente l'accesso alla Champions, recise il suo legame con la Lazio.
Il tecnico di Gorizia («Non ce la faceva più a restare senza pallone», ha detto la moglie Livia) adesso riacchiappa in corsa la panchina della Lazio e oggi dirige il suo primo allenamento diventando a 68 anni compiuti l'allenatore-decano del campionato. Tutto è pronto nell'albergo vicino Ponte Milvio per riaccoglierlo: Reja visse qui per due anni e mezzo, prima salvando la Lazio (era il 2010), poi quasi materializzando la qualificazione ai preliminari di Champions.
Perse 4 derby di fila, ma poi diventando uno spauracchio per la Roma vincendo le due successive stracittadine.Tutto, d'incanto, tornerà come prima. La stanza d'albergo, il tragitto (una ventina di minuti) per raggiungere Formello, le partite a carte con il team manager Manzini, più anziano di lui. Reja amava camminare per Roma di notte, lontano dalla calca, accompagnato dalla moglie, grande appassionata d'arte. Sa dove agire, zio Edy, l'ha confessato in anteprima a qualche amico romano: si affiderà alla vecchia guardia, sposterà Hernanes a ridosso di Klose, come era abitudine nella gestione tattica ante-Petkovic. Ridarà le chiavi della difesa a Biava. Il regista sarà Ledesma. Aspetterà il ritorno di Gonzalez, uno dei suoi ragazzi. E ci andrà cauto con i giovani: forse solo con Keita, uno bravo davvero, farà una eccezione.
E' certo, zio Edy, di risollevare la squadra, anonimamente sistemata oggi a metà classifica, e nonostante un prossimo ciclo infido di gare: Inter, Juve e Roma in casa, Bologna, Udinese e Chievo, lontano dall'Olimpico. Roba da far tremare i polsi. Ma Reja troverà un ambiente inferocito, con Lotito e Tare sul banco degli imputati. «E’ lui quello giusto», ha speranzosamente detto il presidente: se davvero sarà così, la sua conferma è già pronta.Giorgio Bicocchi
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