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Livorno

Dalla Rai all’azzurro: Cassani è pronto per il dopo Bettini

di Stefano Fiori
Dalla Rai all’azzurro: Cassani è pronto per il dopo Bettini

«Io ct? Vediamo. Parlerò con Di Rocco giovedì» ll suo contratto da commentatore tv scade domani

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Le dimissioni annunciate di Paolo Bettini dal ruolo di ct della nazionale stanno provocando un piccolo terremoto nel mondo del ciclismo. Il nome più gettonato tra gli addetti ai lavori (lo stesso presidente federale Di Roicco ha ammesso ieri l’esistenza di una trattativa avanzata) sembra quello di Davide Cassani, 52 anni, faentino, professionista dal 1982 al 1996 con 33 successi nel suo palmarès. Il passista romagnolo è stato inoltre per nove volte azzurro ai campionati mondiali di ciclismo su strada dei professionisti, ottenendo un 7°posto a Renaix nel 1988 (primo Fondriest) e il 9°posto nel 1991 a Stoccarda (vittoria di Bugno).Cassani è stato per molti anni apprezzato opinionista e commentatore di ciclismo sulle reti Rai e il suo contratto è in scadenza tra due giorni.. Lo abbiamo contattato a Londra, dove si trova per frequentare un corso di inglese.«nch'io ho bisogno di aggiornarmi professionalmente poiché nel ciclismo la lingua inglese è ormai diventata la più importante, grazie ai notevoli risultati ottenuti a livello internazionale da ciclisti statunitensi, australiani e inglesi. L’addio di Bettini? Se ne parla nel nostro ambiente e non nego che in parecchi mi hanno chiamato per suggerire la mia candidatura. Sono degli attestati di stima che mi fanno piacere ma prima di muovermi devo risolvere alcune situazioni, come il contratto in scadenza con la Rai». Certo è che la maglia azzurra ha significato molto per Cassani: «Ho sempre onorato la maglia della nazionale italiana, da corridore e rivestire il ruolo di Ct mi fornirebbe degli stimoli eccezionali». Anche se la situazione del ciclismo italiano non è poi così rosea, Nibali a parte? «Le sfide difficili mi appassionano, ma tra i giovani non mancano i talenti». Un contatto ravvicinato con la Federazione è già in agenda: «Rientrerò in Italia il 2 gennaio e presto incontrerò Renato Di Rocco per esaminare la situazione insieme a lui». Intanto un altro nome gettonato è quello di Max Sciandri…«Mi fa piacere, Max è un amico e anche lui sarebbe un ottimo ct». Max Sciandri, dal canto suo, sta ancora sfogliando la margherita. «Bettini? In tre anni e mezzo era difficile ottenere dei risultati eclatanti, soprattutto se si considera il materiale atletico a disposizione della nazionale italiana, certo non all'altezza del recente passato. Paolo ha fatto quello che ha potuto ma ora bisogna sperare nei giovani, come Ulissi e Moser».

Cassani, suo presunto concorrente per la carica di ct azzurro, gli ha addirittura telefonato: «Sì, sabato scorso e mi ha fatto molto piacere. Mi ha chiesto cosa pensavo dell'abbandono di Bettini e io gli ho detto che farebbe bene a dare la sua disponibilità».

Un altro sostenitore di Cassani è Luca Scinto.

«Davide sarebbe l'uomo giusto al posto giusto nel momento giusto. Possiede carisma, grandi doti umane e tecniche, esperienza e diplomazia. E' stato mio compagno di squadra tra i pro e lo sosterrei ad occhi chiusi».

Quindi per Scinto ct nessuna possibilità? «Riparliamone tra una decina d'anni, sarebbe il coronamento della mia carriera ma ora sto affrontando con entusiasmo questa nuova avventura con il team Neri Sottoli». Conclude questa carrellata di opinioni Michele Bartoli, attuale collaboratore del team Lampre, mentore e preparatore di due giovani leoni come Ulissi e Betancur.

«Paolo ha fatto bene a lasciare, si era già capito in estate che le cose non erano più come prima. Ora si ricomincia da capo con la nazionale ma, sia che venga scelto Cassani, Sciandri o qualcun altro, il ciclismo italiano deve darsi un progetto preciso e lungimirante, privilegiando soprattutto i giovani. Penso alle nazionali australiane e inglesi, ai campioni che hanno sfornato negli ultimi anni. Fare il commissario tecnico per pochi giorni l'anno non serve e accanto ai professionisti devono essere costruite anche le nazionali dilettanti e juniores, con un solo progetto complessivo finalizzato alla crescita del movimento ciclistico nel suo insieme».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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