Gioco
Quando l’usato è meglio del nuovo E i conti non tornano
Da Biagianti a Emeghara, passando per Bardi e Coda, gli acquisti per ora non hanno portato il valore aggiunto
LIVORNO. Il progetto estivo era chiaro e aveva una sua logica: mantenere il blocco della promozione in serie A e aggiungere 5-6 rinforzi tosti, che regalassero il salto di qualità per rendere il Livorno competitivo anche in serie A.
Non siamo qui a dispensare colpe, anche perché le accuse del presidente ai suoi dirigenti ci sembrano ingenerose (altrimenti bisognerebbe anche vedere la lista dei giocatori “primi obiettivi” che poi sono saltati perché costavano troppo). Resta il dato di fatto, supportato anche dalle cifre, che l’apporto dei nuovi acquisti è stato davvero limitato. E forse proprio qui si è incagliato il viaggio del Livorno, che sperava a questo punto della stagione di avere almeno 4-5 punti in più.
Per i processi ci sarà tempo, e in cuor nostro speriamo sempre che in realtà questi ipotetici processi si trasformino in complimenti, feste ed esultanze. Al momento però dai nuovi abbiamo avuto poco, e non è un caso che i migliori in campo siano stati quasi sempre gli “eroi” della scorsa stagione, quando Luci, quando Schiattarella, quando Emerson, quando Paulinho, quando Siligardi.
Nel grafico in alto vi abbiamo indicato sei nuovi acquisti, con le rispettive partite giocate e la media voto. Per cercare di essere ancora più obiettivi, abbiamo usato la media voto della Gazzetta. Si salva Greco, che supera di poco la sufficienza, e in effetti l’ex romanista è l’unico che (seppur senza picchi di rendimento) ha sempre fatto il suo, dando comunque la sensazione di essere un giocatore vero.
Si attesta sul 6 anche Francesco Bardi, che sfrutta la scia degli ottimi voti conquistati nelle prime giornate. Dopo l’errore di Milano, contro l’Inter, ha avuto un caso. Anche lui può fare meglio, ne siamo sicuri.
In difesa le cose vanno decisamente male. Tre difensori nuovi e tre medie voto ampiamente insufficienti: 5,58 per Coda, 5,28 per Rinaudo e 5,71 per Valentini. A questi possiamo aggiungere Piccini (5.5) e il giovane Mbaye (5,69) che però non era certo arrivato a Livorno per essere titolare: è finito lì, sulla fascia sinistra (lui che nasce centrale, e oltretutto è destro), per necessità.
Altro giocatore dal quale ci aspettavamo decisamente di più è Biagianti. Un paio di partite da leccarsi i baffi, poi si è eclissato. Certo, i guai fisici lo hanno spesso messo in ginocchio, ma adesso si è ripreso e contro Lazio e Udinese ha fatto ancora fatica.
Tralasciamo il colombiano Mosquera: doveva essere un complemento, per ora ha fatto solo numero in allenamento. Un po’ come il connazionale Borja, entrato quasi sempre nei minuti della disperazione, per la verità facendosi notare anche molto poco.
Resta Emeghara, Innocent di nome ma non di fatto. Un gol in 15 partite, di cui 9 da titolare. Lui, costato un milione per il prestito secco, è forse lo specchio di ciò che doveva essere e non è stato.
La speranza è che adesso si possa tirare una riga. Ripartire da zero. Abbiamo bisogno dei nuovi acquisti ma anche di Coda, di Biagianti, di Emeghara. Per conquistare la salvezza, anche loro dovranno essere dei nuovi acquisti.
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