Gioco
Lenny Bottai supera l’esame georgiano e ora sogna l’Europa
Il pugile labronico ha battuto al PalaBastia Robakidze «Match bello e avvincente, sapevo che sarebbe stata dura»
LIVORNO. Ventunesima sinfonia vincente. Lenny Bottai, archivia, ai punti la pratica Nodar Robakidze. Il match con il ventenne giorgiano, di venerdì sera al PalaBastia, non è stato una passeggiata: il biondino di Borzhomi ha messo in mostra una condizione atletica straripante e prima di arrendersi ha raschiato dal barile tutte le risorse fisiche e mentali a sua disposizione.
Bottai, sospinto dal calore del numeroso pubblico, ha replicato alla sua maniera, con la guardia chiusa, una buona mobilità sulle gambe e sul tronco e una varietà di diretti, montanti e ganci, scagliati con precisione chirurgica, al volto e al bersaglio grosso. Per capire che Nodar non era venuto, in gita prenatalizia, a visitare Quattro Mori e Fortezze, è bastato poco. Al suono del primo gong ha innestato il turbo e con tattica garibaldina, mulinando le braccia a velocità impressionante, ha cercato di mettere in difficoltà il quotato avversario.
Lenny ha capito l’antifona e senza farsi trascinare nella bagarre ha tirato fuori dal cilindro il meglio del suo repertorio, per arginare l’esuberanza fisica del giorgiano. Dopo un paio di riprese abbondanti, con questo canovaccio, il volto del giorgiano ha iniziato a mostrare i segni della battaglia e gambe e braccia si sono fatte più pesanti. Così Bottai, facendo tesoro anche dei preziosi consigli all’angolo di Cristiano Mazzoni e senza andare incontro a rischi inutili, ha saputo condurre in porto una bella vittoria. Al termine tanto fair play e complimenti, da parte di Lenny all' avversario: «Match bello e avvincente. Quello che volevamo per testare la condizione e guardare avanti. Spero che il pubblico si sia divertito. Sapevamo che i georgiani sono duri. Fino all’ultimo Nodar ha lottato gettando sul ring ogni goccia di energia. D’altronde se nel suo paese è secondo nel ranking, davanti a una ventina di pugili, c’era da aspettarcelo. Ringrazio Cristiano che dall’angolo mi ha dato i consigli giusti».
Poi a mezza voce un auspicio e una speranza: quella di avere finalmente l’opportunità, di incrociare i guantoni con Orlando Fiordigiglio con il titolo dell’Unione Europea in palio.
La bella serata di pugilato è iniziata con una esibizione del gruppo di baby aspiranti pugili, del settore giovanile della Spes Fortitude, curato dal maestro Francesco Boldrini. Per Jacopo Del Rio, Riccardo Benni, Manuel e Mitia Boldrini, Tommaso Bombaci e Giacomo Morelli, un applauditissimo saggio di: sparring condizionato, figure e salti con la cordicella diretti e incrociati. Sette invece i match tra dilettanti. Alcuni davvero belli, come quello vincente e spettacolare di Jonathan Sannino (Fortitude) contro il “filiforme” e mobilissimo Alonso Hernandez (Boxe Luminati).
«Davvero forte. Quando colpiva faceva male. Comunque penso di aver vinto meritatamente», le parole di Jonathan. Successo prima del limite, per intervento medico, invece, di Alessio Poggetti (Fortitude) nel derby contro Mattia Eliseo, allievo del maestro Alessandro Landi allo Sport Combat Club.
«Con Mattia siamo amici. Io non ho reso al massimo perché negli ultimi giorni non sono stato bene. A fare la differenza un colpo alla milza ». Felice il 25enne di origini peruviane (da 10 anni in Italia) William Rojas (Fortitude) per il successo sul forte Quirino Di Rocco (Boxe Luminati). Vittoria, ai punti, pure del giovanissimo Francesco Carannante (Fortitude) su Yuri Andreani (U. Schiano PT). Match pari invece per Irene Spagnoli (Fortitude) contro Martina Righi (CSC Firenze).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google