Gioco
«Non siamo abituati alla serie A Certi errori sono inammissibili»
Nicola vede il bicchiere mezzo pieno: «Bravi nel primo tempo, ma abbiamo speso troppe energie Siamo contati e ci sono tanti esordienti. Il 27 faremo il punto con la società, ma restiamo uniti»
LIVORNO. Doveva essere la partita del rilancio e invece il Livorno è stato inghiottito dal "pozzo bianconero". La sconfitta brucia perché ma Davide Nicola riesce a mantenere la calma per analizzare la partita con lucidità. Passa ai raggi x Livorno-Udinese, il tecnico di San Giovanni Luserna, ma le sue considerazioni sono a largo spettro. Siamo alla fine dell'anno ed è possibile stilare un primo bilancio parziale di questa stagione di sofferenza pura.
Davide, cominciamo da quel secondo tempo troppo morbido che ci è costato quest'altro ko…
«Nella ripresa è uscita l'Udinese che ha valori importanti. Noi abbiamo fatto meno bene del primo tempo nel quale, per costruzione di gioco e situazioni create siamo stati superiori ai friulani».
Giusto. Ma allora come è possibile spiegare questa differenza di rendimento così evidente tra un tempo e l'altro?
«Preferisco valutare tutta la partita. Dopo pochi minuti siamo andati sotto per un errore che in serie A non possiamo commettere perché gli altri non esitano a punirci. A quel punto siamo stati costretti a spendere molte energie psicofisiche per rientrare in partita. Uno sforzo che abbiamo pagato nella seconda parte. Non dimentico che ho dovuto effettuare due cambi forzati perché Ceccherini aveva i crampi e Coda giramenti di testa. Nella ripresa stavamo aspettando il momento giusto per colpire, ma siamo stati castigati su palla in attiva. Ma non mi scompongo: sono dispiaciuto, ma vado avanti con il mio lavoro».
L'Udinese, al netto della sua superiorità nel secondo tempo, ha vinto con un gol scaturito da palla inattiva: un'altra maledetta distrazione…
«Non fa una grinza, ma mi preme sottolineare che quello incassato con i bianconeri è appena il secondo gol preso su azione di calcio d'angolo. Fa molto male perché è stato decisivo, ma da quel punto di vista, statistiche alla mano, l'attenzione durante tutto il campionato è sempre massima».
Peccato perché per 45' la squadra era stata convincente…
«E' vero. Avevamo mostrato idee, possibilità di creare, di costruire. In una parola i ragazzi ci credevano. Quell'errore iniziale ha condizionato la gara. Come fare a limitare certi infortuni? Signori, noi siamo anche questi. Semmai mi piacerebbe beneficiare, qualche volta degli errori altrui, ma non gira bene. Per quanto abbiamo mostrato sul campo fin qui avremmo meritato almeno sedici punti in classifica. Invece ne abbiamo tredici ed è tutta un'altra storia. Però un dato notevole c'è: sappiamo perché quei due o tre punti in più non sono arrivati».
Siamo alla sosta natalizia. Qual è la tua valutazione globale sul campionato del Livorno?
«Dopo 17 giornate è semplice stilare un bilancio perché i valori espressi dal campo sono chiari. Noi stiamo conducendo la stagione che sapevamo di dover fare. Chi pensava a un altro tipo di cammino è fuori strada. Ora stabiliamo che cosa manca».
Di sicuro sai già dove c'è da mettere la mani…
«Sì, ma ne parlerò con i dirigenti. C'è fiducia nel lavoro e non manca neanche la consapevolezza che c'è da fare qualcosa. Nella vita non esiste cosa che non venga raggiunta con l'impegno e il sacrificio. Tra l'altro sappiamo dove e come intervenire. Di certo ho premura. Spero che si faccia presto. Il 5 gennaio si torna in campo».
Siamo di nuovo nella condizione di dover ricompattare l'ambiente…
«Non sono d'accordo. Ribadisco: pare che la gente non sapesse che avremmo fatto fatica. Il nostro campionato è questo perché la nostra qualità è questa. E' chiaro che ci manca qualcosa. Ora abbiamo bisogno di valutare tutto con calma per completare l'organico sul piano qualitativo».
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