Il Tirreno

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Livorno, questo gruppo non basta più

Di Alessandro Bernini
Livorno, questo gruppo non basta più

La vecchia guardia riagguanta l’Udinese, poi il crollo. Nicola resta, ma servono subito 3-4 acquisti di spessore

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LIVORNO. Un punto nelle ultime sei partite, una vittoria nelle ultime 14. Nei numeri c'è il pandoro al cianuro che troveremo sotto l'albero amaranto. Vince l'Udinese per colpa di un secondo tempo davvero povero di tutto e adesso speriamo che oggi dagli altri campi arrivino buone notizie per restare comunque attaccati al treno della salvezza. Purtroppo si fa sempre più largo la sensazione che per fare punti questo Livorno debba giocare al 120% delle sue possibilità, confidando anche in una giornata almeno grigia degli avversari. Ieri il Livorno ha disputato un gran primo tempo e infatti è rimasto a galla (1-1 all'intervallo), poi è calato nella ripresa ed ha perso. Semplice semplice. Non solo. Ma questa è una squadra che lo scorso anno è partita per una tranquilla serie B, senza soffrire: beh, in quel gruppo che aveva fatto miracoli, sono stati inseriti evidentemente dei rinforzi sopravvalutati. Prendete la partita di ieri: i migliori sono stati Luci, Schiattarella e Siligardi. Dai nuovo poco o pochissimo. Peggio di loro ha fatto l'arbitro Doveri. Ecco perché si fa anche fatica a criticare la squadra. Che devono fare questi giocatori? Il segnale che molti la pensano così è arrivato al fischio finale, quando i giocatori del Livorno sono andati sotto la Curva Nord. La gente in piedi ad applaudire, mentre partivano cori contro Spinelli. Che una parte della Curva abbia rotto con Spinelli è storia vecchia, che riemerge ogni volta che non arrivano i risultati. Come uscirne? Con uno sforzo comune: la società deve investire per rinforzare questa rosa con 3-4 acquisti di livello, i tifosi devono restare al fianco della maglia amaranto, perché altrimenti si va allo sfascio. La partita è stata una pugnalata al cuore, tra sofferenza, illusione e crollo. Per qualche attimo è sembrato di rivivere Livorno-Torino, con una sensazione di impotenza calata d'improvviso sul Picchi. Lì, dopo quel gol di Nico Lopez su errore di Emerson, ci siamo guardati negli occhi: «e ora come ci usciamo»?. Un errore banale e la partita forse più importante del girone di andata che già sembrava la scalata dell'Everest.Meno male che in quel momento il Livorno si è messo subito a pedalare, Luci ha preso il centrocampo, Greco si è messo la mimetica dell'incursore, Siligardi ha iniziato il concerto personale con il pallone, Schiattarella si è divorato il giovane Douglas. Il Livorno ha messo alle corde l'Udinese. Prima ha sfiorato il gol Luci, poi un tentativo di Siligardi, una pressione costante sfociata alla mezzora col meritato 1-1. Firmato ancora da Luca Siligardi, stavolta rientrato sul destro e bravissimo a incrociare dove i 2 metri di Brkic non potevano arrivare.Il guaio è che il Livorno si è spento lì, come una lampadina fulminata. Ci si aspettava una ripresa scoppiettante, E invece l'Udinese ha iniziato un lungo possesso di palla, magari sterile, ma che comunque ha emarginato gli amaranto dalla partita. Le ripartenze? Innocue, anche perché Greco non sosteneva più, Paulinho faceva fatica a tenere un pallone, Siligardi stava calando. Il gol del 2-1 è stato quasi casuale, un tap-in di Hertaux dopo un colpo di testa di Danilo, da calcio d'angolo. Ma è stato sufficiente per uccidere il Livorno. Nicola ha provato col 4-3-3 inserendo anche Emeghara (come al solito inesistente) ma dalle parti di Brkic non è mai arrivato un pericolo serio. Ora la parola passa alla società. Nicola resta al suo posto, ora gli vanno dati dei rinforzi adeguati. Peccato. Questo 2013, l'anno della fantastica promozione in A col gruppo di Nicola, meritava un finale migliore.

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