Gioco
Livorno, ora scarta il regalo Di Natale
Udinese pallida, ma è bene non fidarsi. E attaccare subito
LIVORNO. C'è un anno meraviglioso, quello del ritorno in serie A, da chiudere come merita: in bellezza. C'è da rimediare alla sconfitta di domenica scorsa in casa della Lazio. E c'è, soprattutto, da insufflare ossigeno in una classifica che ci vede in apnea anche se il pelo dell'acqua è appena sopra la nostra testa.
Altro che sabato dedicato allo shopping prenatalizio. Oggi alle 18 all'Ardenza c'è posto per un solo sentimento: la passione amaranto, quella che scorre nelle vene degli ottomila sempre presenti per i quali Natale, Agosto o Febbraio sono la stessa cosa.
Se il calendario chiama, loro rispondono e aiutano la squadra soprattutto nei passaggi più delicati della stagione. E' con il loro sostegno che capitan Luci e i suoi compagni andranno in cerca di quel successo che manca dal 3 novembre scorso.
L'avversario. L'Udinese sta vivendo un campionato in chiaroscuro, proprio come i suoi colori sociali. C'è la sensazione che i friulani siano arrivati alla fine di un ciclo aureo, proprio come il loro uomo simbolo Totò Di Natale che, alla soglia dei trentasette anni, si sta avviando al capolinea di una carriera assai brillante e carica di soddisfazioni. Luna calante quindi, per i friulani in questa notte di dicembre?
Attenzione, non c'è da scommetterci. Chi si fida è perduto. L'Udinese non verrà qui per vedere il riflesso delle luci dell'albero sul mare. In settimana Guidolin ha esternato tutto il suo disappunto per i risultati altalenanti fin qui conseguiti dai suoi ragazzi: un modo acuto e intelligente per tenere il gruppo in tensione e caricarlo a mille. Un altro indizio sulla difficoltà della partita viene fornito dalle ultime prestazioni esterne dell'Udinese che in trasferta ha impensierito la Juventus (che vinse solo al 91' con un gol di Llorente) e ha preso a pallonate il Napoli in un 3-3 spettacolare. Ce n'è abbastanza per mantenere la guardia alta.
Le scelte di Nicola. I bianconeri vengono a giocarsela con una sola punta di ruolo: Di Natale che però sarà supportato alle spalle dall'ex Novara Bruno Fernandes, un tipino indigesto e dagli inserimenti continui dei guastatori di centrocampo. Friulani quindi disposti a far male e non solo votati alla fase difensiva anche perché quella del presidente Pozzo è una squadra da corsa, di contropiedisti veri che lontano da casa si esprime almeno dieci volte meglio che sotto gli occhi dei suoi tifosi. Così, dinanzi a un avversario potenzialmente pericoloso come un cobra, Nicola continuerà ad affidarsi al collaudato 3-5-2. Sono due i dubbi del tecnico piemontese. Uno è in difesa, l'altro a centrocampo. Dietro è ballottaggio tra Coda e Valentini, mentre nel mezzo si contendono una maglia da titolare Gemiti e Mbaye. Chi gioca dovrà vedersela con Basta, altro soggetto poco malleabile. Torna titolare Greco per lo squalificato Duncan: talento e fioretto al posto dei garretti del ghanese.
Zero esitazioni in attacco dove il compito di scardinare il dispositivo difensivo dei bianconeri spetterà alla coppia Paulinho-Siligardi.
Quel patto d'acciaio. Quella che ci stiamo lasciando alle spalle è stata una settimana diversa dalle altre. Martedì Nicola ha difeso la squadra all'indomani della sesta sconfitta esterna consecutiva. E giovedì i giocatori hanno rinunciato a gran parte delle vacanze natalizie per restare in città ad allenarsi in vista della ripresa del campionato nel 2014. Segnali di un patto d' acciaio sancito nel chiuso dello spogliatoio. Segnali che meritano di essere intercettati al volo dai tifosi perché le possibilità di salvezza aumentano in modo esponenziale se tutte le componenti remano nella stessa direzione. Che sia Natale, Agosto o Febbraio.
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