Gioco
Spinelli furioso? Macché, predica serenità
Il presidente ha visto la partita in tv: «In trasferta serve più coraggio, ma i biancocelesti sono più forti»
LIVORNO. Imbufalito per la brutta prestazione che ha visto il Livorno già al tappeto dopo meno di mezz’ora? Arrabbiato per l’atteggiamento molle? Macché. A fine partita il presidente ostenta serenità. Aldo Spinelli quasi non parla di Nicola: «Ma no – dice subito - non ci sono problemi per la panchina perché può succedere di perdere in casa della Lazio. Loro sono tecnicamente più forti e su questo aspetto c’è poco da discutere. Certo. Non ce ne va bene una. Proprio con noi doveva rientrare quel Klose?».
Il Livorno però non è piaciuto: «In effetti siamo stati un po’ troppo timorosi. Abbiamo fatto qualcosina nel secondo tempo, ma comunque sempre poca roba per poter pensare di uscire indenni dall’Olimpico. In trasferta dobbiamo lottare di più. Dobbiamo giocare con il cuore e avere un pizzico di pazienza». Il presidente è rimasto a casa: «Ho visto la partita in tv con Siri e con mio figlio. Siamo tutti d’accordo nel pensare che dobbiamo conquistare la salvezza in casa nostra. Il nostro pubblico sarà decisivo. Sono convinto che già sabato con l’Udinese torneremo a muovere la classifica».
Tutto vero, ma c’è da cambiare qualcosa sul piano del comportamento in campo: «Sì, quando giochiamo lontano da casa la nostra mentalità non è quella che sfoderiamo all’Ardenza dove siamo più coraggiosi». Il tono della voce è calmo. Niente a che vedere con quello di due settimane fa a Verona: «Non sono preoccupato perché la classifica non è cambiata. Ci sono 10 squadre in 4 punti e ci siamo tolti una trasferta difficile come questa. Prepariamoci bene per sabato e vedrete che torneremo a sorridere».
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