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Livorno

mazzarri batte allegri nella sfida della madunina labronica

Un sacco di botte e poi la finezza: è stato proprio il derby di Milorno

Un sacco di botte e poi la finezza: è stato proprio il derby di Milorno

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MILANO. Il Mago e il Paron si saranno rivoltati nelle rispettive tombe ma c’era da aspettarselo: non a caso si giocava al massimo per un quinto posto, alle spalle nientemeno che dell’Hellas. E comunque loro due, Walter e Max, erano e rimangono sicuramente i meno colpevoli delle squadrette che si ritrovano.

Il derby di Milorno (Inter e Milan per la prima volta nella storia dirette da tecnici livornesi) è stato di rara bruttezza, per 85 minuti se le sono date molto poco elegantemente col primario obbiettivo di fregarsi tre punti (o almeno uno, meglio di nulla) e quello puramente accessorio di fare un po’ di gioco decente. E così si è vista la migliore occasione del Milan sbagliata con uno sproposito di Poli alto tre metri sopra la traversa, cioè più di quelli dai quali lo sventurato mediano rossonero aveva tirato verso la porta interista; e dall’altra parte almeno due seri tentativi di autogol di una difesa nerazzurra che pure nel dna remoto dovrebbe avere Burgnich e Armando Picchi (a proposito di livornesi).

Però, quando tutto pareva sepolto nel più avvilente acciaccapesta, è arrivata una prodezza decisiva di Palacio che perfino Rivera e Mazzola gli avranno invidiato. E questo finale creativo e inatteso, quasi geniale, dopo un’ora e mezzo di volgari pedate e cazzotti è quanto di più labronico si potesse immaginare: la contaminazione è riuscita alla grande.

Sulle rispettive panche, Mazzarri e Allegri sono stati anche loro molto livornesi. Intanto per l’insolito e furbo rispetto reciproco della vigilia: non si amano e si sa, ma facevano a chi stava peggio e sotto sotto un pareggino li avrebbe contentati eccome. E poi per la tipica alternanza labronica di urli e silenzio, euforia e paura: per 70 minuti Max ha chiacchierato di più, sereno e impettito col piglio del padrone di casa, mentre Walter stava cupo e ingobbito, a volte quasi rimpiattato sotto la tettoia come un povero all’uscio; le parti si sono ovviamente invertite alla fine.

Poteva finire pari, e forse era più giusto. Invece ha vinto Walter e anche in questo c’è una giustizia: in fondo Max di riffe o di raffe ha già mangiato 4 panettoni a Milorno, per Walter era il primo e già abbastanza indigesto. Forse si rivedranno per la colomba, ma non è mica detto.

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di Redazione web