La protesta
Petkovic è nelle mani di Klose
Una vittoria nelle ultime 10 giornate, ma da domani la Lazio ritrova il suo leader
ROMA. Una sola vittoria colta nelle ultime 10 giornate. Una flessione che, risultato dopo risultato, e' diventata una sorta di agonia. L'ultimo squillo? Quasi 50 giorni fa, 2-0 contro il Cagliari. Con gol di testa e rigore propiziato da Miroslav Klose, entrato in corsa per togliere le castagne dal fuoco. Il tedesco poi si è infortunato alla spalla, restando ai box, lasciando la Lazio in balia di una crisi profonda.
Domani, però, rieccolo in campo. Atteso, invocato, richiesto dalla squadra e dal pubblico. Che, oggettivamente, complici le lunghe assenze che, nel triennio biancoceleste, si è sempre preso, mai forzando i ritorni in campo, adesso si sente pure un po' tradito.
Lui, Klose, 36 anni il prossimo giugno, il capocannoniere del Mondiale 2006. l'attaccante che divide il record di marcature in Nazionale con Gerd Müller, non ama convivere con lo scetticismo dell'ambiente. Ha già deciso che, a fine stagione, lascerà la Lazio, la casa nel verde dell'Olgiata, focalizzando nuovi obiettivi professionali. Il campionato statunitense, ad esempio, sommando sontuosi ingaggi in dollari ad una vita senza stress. Oppure tornando in Germania: abbondano i clubs di prima e seconda fascia che lo vorrebbero.
Klose, ormai, può permettersi di essere l'impresario di se' stesso. Non considera negativa l'esperienza romana, tutt'altro. Un sesto posto, un settimo condito dalla vittoria in Coppa Italia. Senza infortuni, certo, avrebbe potuto incidere di più.
Ora ecco il ritorno in campo. Giovedì sera, in un Olimpico che contestava Lotito, Petkovic e la squadra, Klose è tornato in campo in uno scampolo di gara contro il Trabzonspor. Si affiderà a lui, l'anemica Lazio di oggi, che talvolta dà l'impressione di non poter segnare neppure con le mani - per tirarsi fuori dai guai. Sono le recenti statistiche, d'altronde, a confermarlo: senza i lampi ed i gol del tedesco e di Hernanes la Lazio ha imboccato un tunnel senza fine.
Giorgio Bicocchi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
