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Livorno

Quando segnai nel derby all’Olimpico

Quando segnai nel derby all’Olimpico

La sfida negli occhi di Paolo Franzoni, livornese doc e scudettato con la Lazio

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LIVORNO. Paolo Franzoni, classe 1948, livornese purosangue, Campione d'Italia nel '74 con l'irripetibile Lazio di Maestrelli e di Chinaglia. Quarant'anni fa stabilì un record: entrò in campo, debuttando un serie A, in un derby Lazio-Roma, andando a segno esattamente cinquanta secondi dopo, incornando di testa un cross teso di Garlaschelli. A fine partita si portò a casa il pallone della gara, sotto gli occhi divertiti di Liedholm, che allenava la Roma.

Oggi vive a Livorno, responsabile del settore giovanile del Picchi. Un cuore diviso a metà, uno di quelli che non vorrebbe mai che si giocassero le sfide tra biancocelesti ed amaranto.

Franzoni, dica la verità: lei, domenica pomeriggio all'Olimpico, farà il tifo per il pari...

«Indovinato, mi dispiacerebbe che una delle due squadre perdesse. La Lazio mi ha dato fama, notorietà. A Roma, in quegli anni, è venuto alla luce pure il mio primogenito. Ma a Livorno ci sono nato: ho a cuore le sorti della mia città e della squadra».

La Lazio, nelle ultime dieci gare di campionato, ha vinta una sola volta. L'ambiente sembra una polveriera. Perché la squadra è in profonda crisi, secondo lei?

«Perché in sede di mercato non si è intervenuti nei ruoli in cui serviva rafforzarsi. Prendete la difesa, a me non piaceva neppure lo scorso anno, figuratevi... Cana, Ciani, Dias, tutti troppo lenti: bisognava ingaggiare un centrale rapido. Invece la vittoria in Coppa Italia ha forse mascherato qualche lacuna di troppo. Che la Lazio, puntualmente, sta pagando»

Come dovrebbe giocare il Livorno per fare male?

«Come fanno gran parte delle squadre che affrontano la Lazio. Coprirsi, soffrire, riguadagnare palla e ripartire. La Lazio è squadra pesante, che soffre le giocate di rimessa. E contro il Milan ho rivisto una squadra amaranto di nuovo tonica fisicamente».

Quindi, fatti due conti e immaginando il canovaccio della gara, Paulinho può essere l'uomo decisivo per Nicola?

«Assolutamente si. Mentre per la Lazio, se dovesse davvero tornare in campo, credo che Klose possa trascinare il resto della squadra».

Tra i giovani delle due squadre chi le piace di più?

«Ceccherini e Keita».

Esonererebbe Petkovic? Il destino dell'allenatore sembra comunque segnato...

«Le colpe vanno divise tra diversi interpreti. La società ha sbagliato determinate scelte estive, non rinforzando la difesa con giocatori decisivi. Il tecnico, oggettivamente, sta sbagliando molte mosse. E svariati giocatori, tipo Hernanes e Klose, ad esempio, stanno clamorosamente mancando, giocando male, senza incidere».

Giorgio Bicocchi

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di Redazione web