Il Tirreno

Livorno

«Pronti a colpire anche le grandi»

di Fabrizio Pucci
«Pronti a colpire anche le grandi»

Duncan: la partita col Milan ha lasciato ottime sensazioni Lazio in crisi? Con noi è favorita, ma se sbaglia siamo lì...

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LIVORNO. Muscoli d'ebano e occhi da cerbiatto. Alfred Duncan è tornato. Sabato pomeriggio il vero indiavolato era lui, mica i milanisti. A freddo il ghanese ripensa alla partita con i rossoneri che l'ha visto per la seconda volta in campo insieme a suo «fratello» Mbaye: «E' andata meglio rispetto alla partita di Bologna dove faticammo. Significa che stiamo crescendo entrambi. Ne sono felice».

E' stato un fine settimana agrodolce: ottima prestazione con il Milan, ma terzultimo posto in classifica. Com'è il vostro umore?

«Siamo carichi, ma lo siamo sempre stati. Non ci sono mai stati cali da quel punto di vista. Poi è normale che una partita come quella di sabato ci abbia dato maggiore convinzione e serenità. Ora dobbiamo sfruttare questo momento positivo».

Sei ottimista per il futuro, quindi?

«Il futuro è domani. Non facciamo pensieri a lunga scadenza. Affrontiamo una partita per volta».

Abbiamo visto tutte le dirette concorrenti per la salvezza. Secondo te qual è il punto di forza del Livorno rispetto alle altre?

«Vedo i miei compagni tutti i giorni e nella nostra squadra trovo tanta qualità che prima o poi verrà fuori. Sono certo che ce la possiamo giocare con tutti. Dobbiamo essere più convinti ed evitare di guardare gli altri. Alla fine del campionato faremo i conti».

Il Livorno è una squadra giovane. Dopo tre mesi di campionato, quanto a esperienza, ci sono stati progressi?

«Certo. La gestione della partita e del possesso palla è diverso dall'inizio. Avevamo bisogno di un periodo di apprendistato che abbiamo superato. Ogni partita è diversa dalle altre, per cui non è facile avere un rendimento uniforme».

La scorsa estate sei voluto tornare a Livorno mentre molti tuoi colleghi rifiutavano la maglia amaranto.

«Il legame con questa maglia è molto forte. Qui ho trovato una grande squadra e un allenatore che mi aiuta a crescere. Il Livorno è l'unica squadra in cui ho giocato oltre all'Inter e volevo dare continuità all'esperienza dell'anno scorso».

Sei nel giro della Nazionale del tuo Paese. Un pensierino ai Mondiali lo hai fatto?

«Per la verità penso a far bene con la maglia del Livorno. E' importante la qualità delle prestazioni e non la quantità di presenze. Se a maggio mi sarò meritato la Nazionale festeggerò. Altrimenti ci saranno altre chances in futuro».

Nella partita casalinga con la Samp sei stato utilizzato da esterno sinistro. Esperimentoo da riprovare?

«Sono a disposizione di Nicola che mi ha consigliato di imparare a giocare in più ruoli per agevolare la mia crescita tattica. Quel giorno accettai di stare sulla fascia sinistra perché mi sentivo in grado di farlo».

Domenica la Lazio. I problemi dei biancocelesti sono uno svantaggio o un'arma in più per il Livorno?

«Partiamo da un presupposto: il pronostico non è mai dalla nostra parte specie quando andiamo a incontrare grandi squadre. Ma proprio questa consapevolezza deve essere la nostra forza. La Lazio non sta attraversando un periodo brillante. Di sicuro i nostri avversari commetteranno qualche errore. In quei frangenti dovremo colpire».

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