Il Tirreno

Livorno

Iron Man per tutti in volo sull’acqua sfidando la gravità

di Gianni Parrini
Iron Man per tutti in volo sull’acqua sfidando la gravità

La nuova adrenalinica disciplina spopola in tutto il mondo. In Toscana sta muovendo i primi passi all’isola del Giglio

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LIVORNO. «Aoh, ma che è? Pare Iron Man!». No, non siamo al cinema a vedere il film con Robert Downey Jr sul personaggio della Marvel. Bensì all'isola del Giglio, in piena estate, e il commento esterrefatto di un turista romano, catturato da una videocamera e conservato su Youtube, lascia pochi dubbi: quello che ha davanti agli occhi è qualcosa di insolito e spettacolare. Roba da supereroi. Di cosa stiamo parlando? Del flyboard, il nuovo sport acquatico che permette di nuotare come un delfino e di volare come un'aquila. Sfidando la forza di gravità, compiendo evoluzioni in aria fino a 10 metri di altezza e uscendo dal mare come un missile.

Camminando sull’acqua. Per trasformarsi in un emulo di Toni Stark o in un novello Gesù Cristo, non c'è bisogno di indossare un'armatura ipertecnologica e tantomeno di fare miracoli: basta usare l'attrezzatura del flyboarder. È composta da una tavola da agganciare ai piedi e da un giacchetto tecnico con due maniglie, governabili con le braccia. In ognuno di questi punti ci sono degli ugelli che sparano dei fortissimi getti d'acqua, permettendo al soggetto di schizzare fuori dal mare e librarsi nell'aria. Il meccanismo è innescato dal motore di un acquascooter, collegato all'attrezzatura dello sportivo da un tubo flessibile lungo una quindicina di metri. In pratica, il motore del jet ski risucchia l'acqua dal mare e incanalandola nel tubo la utilizza come forza propulsiva, in grado di sollevare una persona a oltre 10 metri di altezza.

Di Caprio fra i praticanti. Meglio delle parole possono raccontarlo le immagini, che sul web abbondano. Più difficile è farsi un'idea dal vivo: se in America, in Francia e in Spagna il flyboard è lo sport del momento (anche di Leo di Caprio vi si è cimentato quest'estate, a Ibiza), in Italia la disciplina adrenalinica è poco conosciuta e ancor meno praticata. Solo sulla costa romana (Torvajanica) e sul lago di Garda ci sono degli appassionati che stanno cominciando a diffonderne il verbo. In Toscana, invece, niente.

L’esperienza del Giglio. Ma un piccolo antipasto delle emozioni che può regalare questo sport lo si è avuto quest'estate all'isola del Giglio, quando il club flyboard di Roma ha fatto tappa a Campese, dal 10 al 19 agosto, dando dimostrazioni e impartendo lezioni a chiunque fosse desideroso di provare un'esperienza da superuomo. «Ci hanno invitato a partecipare alle iniziative per San Rocco, il patrono del paese. Uno di noi ha accompagnato la barca che portava a largo la corona di alloro in memoria dei caduti – spiega Ennio Ionni, uno dei soci fondatori del club – In tutto siamo rimasti per una decina di giorni e abbiamo colto l'occasione per far conoscere la disciplina ai numerosi turisti presenti sull'isola. Tutti desiderosi di provare il brivido del volo».

A scuola di volo. In pratica il club flyboard ha trasferito al Giglio la propria scuola: «C’erano persone da varie zone d’Italia, e poi tedeschi, francesi, olandesi – prosegue Ionni, 36 anni – Sono venuti persino i nostri allievi romani, che volevano provare quest'esperienza in un mare più bello di quello di Torvajanica, dove lo praticano abitualmente. Chi può cimentarsi? Tutti, uomini e donne dai 16 ai 60 anni. Non è particolarmente difficile. Abbiamo sviluppato una tecnica che consente di portare chiunque in equilibrio, a un paio di metri di altezza, in soli cinque minuti. Del resto, il flyboard è il modo più semplice per avere un’enorme scarica di adrenalina senza correre rischi». La lezione dura mezz'ora ed è divisa quasi a metà tra teoria e pratica. Il costo è di 90 euro. Non proprio economico, ma trenta minuti da Iron Man valgono il prezzo richiesto. Al Giglio i cavalieri del mare si sono appoggiati alla Nautica azzurra di Sergio Brothel, 57 anni. «Siamo entrati in contatto attraverso amicizie comuni nell'off-shore – racconta il titolare della società di noleggio mezzi all'ombra della torre di Campese – Ci è sembrata una buona idea farli rimanere qui a fare scuola. In effetti, l'interesse della gente è stato alto. L'anno prossimo li inviteremo di nuovo».

I costi. Per chi non sta nella pelle dalla voglia di provare, non c'è bisogno di aspettare. Sul web si trovano delle offerte (ad esempio di Mydays) che consentono di fissare delle lezioni invernali: costo 160 euro. Chi invece volesse mettersi in proprio e diventare a tutti gli effetti un flyboarder deve tirar fuori un po’ di soldi: «L'attrezzatura costa intorno agli 8mila euro – spiega Ennio Ionni – Poi ci vuole la moto, che può costare tra i 10 e i 20mila euro». Ci sono poi due versioni del flyboard: la prima necessità di un aiutante a bordo della moto d’appoggio; l’altra, (più sofisticata) è total control e consente agli utenti esperti di comandare l’acquascooter mentre volteggiano in aria, attraverso un’apposita (e costosa) centralina.

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