Toscana
L’abbonato da...1400 chilometri al mese
Nicos Guerra, 48 anni, abita in Brianza ma non perde un match: «Livorno mi è entrata dentro...»
LIVORNO. Di cognome fa Guerra, ma nel suo cuore c'è un grande amore: per il Livorno. Fin qui nulla di strano se non fosse che Nicos Guerra, 48 anni è brianzolo e abita a Lentate sul Seveso, cittadina della nuova provincia di MonzaBrianza. La sua è una storia di emozioni vissute sulla pelle dove si stampano brividi di passione quando in campo ci sono le maglie amaranto. La sua sì che è una storia da raccontare che è possibile sintetizzare in due aggettivi: sorprendente e commovente.
Nicos, come sei diventato tifoso del Livorno?
«Nell'estate del 1981 venni in vacanza a Quercianella. Mi innamorai del luogo e della gente di Livorno. Il tifo per la maglia amaranto? E' qualcosa di irrazionale: non è spiegabile. Mi entrò dentro e non se n'è più andato. Ho seguito la squadra dai primi Anni Ottanta. Non ho mollato neanche quando eravamo in Eccellenza».
Tu sei abbonato. Non ti perdi mai una partita all'Ardenza. E' così?
«Certo. Quando giochiamo in casa mi faccio i 330 chilometri da Lentate a Livorno, ma questo non mi pesa affatto. Anzi. Talvolta porto con me anche qualche mio amico che non capisce la mia passione per gli amaranto e magari mi prende per matto, ma mi accompagna volentieri».
Che cos'ha Livorno di speciale?
«I livornesi sono genuini, spontanei. Sono gente che lotta. Proprio come la squadra che amo per questa sua caratteristica: la combattività. E nella nostra maglia ci sono tante storie da raccontare. Quella di Protti, di Lucarelli. La vicenda di Cristiano è meravigliosa: preferì la gioia e la sofferenza di giocare per la squadra della propria città a ingaggi milionari».
Ma prima di tifare Livorno qual era la tua squadra del cuore?
«Da ragazzo tenevo per il Milan. Ma sabato sono andato via dall'Ardenza con il nervoso perché non abbiamo vinto e per un arbitraggio che non mi ha convinto. Tra l'altro a Lentate avevo scommesso con i miei amici un totale di sette cene che avrei vinto in caso di successo degli amaranto».
Nelle ultime settimane c'è stata polemica in città sui livornesi che hanno tifato contro gli amaranto e per Juventus e Milan. Che cosa ne pensi?
«Primo: vorrei essere livornese acquisito, ad honorem. A quanti hanno tifato per le big dico che non hanno capito nulla dello spirito della loro città. La serie A per il Livorno deve essere motivo d'orgoglio, la partita di sabato è stata vista in tutto il mondo e in ogni dove hanno conosciuto il nome della nostra città, la nostra squadra».
Che dici, ce la facciamo a salvarci?
«Lo spero con tutto il cuore. Abbiamo l'asso nella manica: Davide Nicola. Il mister è una persona speciale».
Che cosa pensi di Spinelli?
«Ho avuto modo di parlarci allo stadio di Varese l'anno scorso. E pure in autogrill. Addirittura mi offrì un caffè. Senza di lui il Livorno avrebbe tantissimi problemi. Teniamocelo stretto». (F.P.)
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