Gioco
Juve e Milan, facciamo il punto
Champions: a entrambe basta un pareggio per andare agli ottavi. Ma qualche pericolo c’è
TORINO. A entrambe basta un pareggino nell’ultima partita del girone per passare agli ottavi di finale e raggiungere le grandi d’Europa. Sulla carta il Milan sembra messo molto meglio della Juventus, dovendo affrontare in casa il giovane e imprevedibile ma anche acerbo Ajax di De Boer mentre i bianconeri dovranno salvare la pelle nella bolgia bollente di Istanbul contro un Galatasaray pieno di marpioni, da Drogba, Felipe Melo, Ylmaz e Sneijder in campo a Roberto Mancini in panchina. Solo sulla carta, però, perché in realtà i rischi sono almeno pari.
Bianconeri al top. Andare a giocarsi domani sera la qualificazione nella tana del “Gala” è tutt’altro che una gita turistica sul Bosforo, ma la Juventus è al top stagionale e non ha nessuna paura. In più Conte ha recuperato tutti gli acciaccati, potrà schierare la formazione-tipo e disporre di ogni soluzione in corso d’opera.
«A Istanbul senza paura», sintetizza appunto Fernando Llorente che è il grande protagonista dell’ultimo mese super dei bianconeri. «E’ vero - spiega il bomber spagnolo che non abbiamo certo iniziato la Champions nel migliore dei modi e che era meglio non trovarci a giocare in trasferta questa partita decisiva, ma è anche vero che la squadra è forte e ha ottime chances di qualificarsi. Dobbiamo semplicemente fare ciò che facciamo sempre: allenarci duramente, giocare con intelligenza, rimanendo sempre concentrati e mantenendo un controllo costante sulle nostre azioni. Dipende da noi, se giochiamo da Juve non ci sono problemi».
Conte punterà forte proprio su Llorente, che in Champions ha già risposto presente segnando due volte al Real, sarà lui a guidare l'attacco insieme a Tevez che in Coppa potrebbe sbloccarsi nell’occasione migliore. Non c’è Pirlo e questa non ci voleva, ma Vidal e Pogba possono supplire alla grande e Marchisio è in ripresa. Ma soprattutto conforta la difesa che ritroverà Bonucci e che in campionato in campionato non prende gol da 7 partite, a differenza del Galatasaray di Mancini che ha proprio dietro il punto debole. E questo può essere il fattore-chiave.
Milan, è il bivio. Quello che conforta la Juventus è esattamente quello che preoccupa il Milan: non tanto la difficoltà dell’impegno - anche se l’Ajax non si può sottovalutare - quanto il momento difficile della società e della squadra, che anche sabato a Livorno ha deluso e senza la doppietta di Balotelli avrebbe lasciato le penne all’Ardenza.
«Credo che il Milan abbia bisogno di qualche mia cura in più», ha ridetto Berlusconi per la seconda volta in pochi giorni, ribadendo esplicitamente i suoi meriti per la rimonta dell’anno scorso e implicitamente la sua scarsa fiducia in Allegri. In realtà il tecnico fa quello che può, considerando anche la spaccatura ai vertici della società che rende precario il mercato di gennaio e anche il futuro in generale.
Certo è che il Milan sta giocando male e arriva alla partita-spartiacque con i lancieri con molte insicurezze. Dopo i bei successi a Glasgow e a Catania, i rossoneri hanno perso altri due punti rallentando la rincorsa ai piani alti, e non è bastato SuperMario ad evitare il mezzo flop. Fumoso e avulso dal contesto il rientrante El Shaarawy, in regresso Kakà e Montolivo dopo buone prove, e soprattutto la difesa che pareva riassestata: a Livorno la cerniera Zapata-Mexes è saltata e gli esterni Poli e (soprattutto) Emanuelson non sono stati all’altezza; per fortuna si è rivisto De Sciglio in un buon spezzone finale. I limiti del Milan sono evidenti, ma questa partita non può essere fallita, per motivi anche economici. Allegri sa che è davvero l’ultima spiaggia: per l’ennesima volta, ma più delle altre.
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