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ROMA. «Abbiamo giocato alla pari, la Roma ha avuto qualche occasione e l’ha sfruttata, noi no, e dire che avremmo potuto raddoppiare. Guardando il risultato non posso che provare dispiacere,...
ROMA. «Abbiamo giocato alla pari, la Roma ha avuto qualche occasione e l’ha sfruttata, noi no, e dire che avremmo potuto raddoppiare. Guardando il risultato non posso che provare dispiacere, guardando la prestazione non posso che essere soddisfatto».
Così Vincenzo Montella al termine della partita persa 2-1 contro la sua ex squadra. C’è poco da fare, la Roma – che ha colpito pure un palo con Strootman quando la gara era sull’1-1 - continua a confermarsi bestia nera del giovane tecnico che da allenatore non l’ha mai battuta rimediando due pareggi (quando guidava il Catania) e con quello di ieri quattro ko, in altrettante gare, al timone della Fiorentina. Peccato davvero. Perché la squadra viola è stata protagonista di una grande partita, ha messo in difficoltà i giallorossi più volte nel corso dei novanta minuti pur soffrendo le fiammate degli avversari, ha saputo reagire e pareggiare al 29’ del primo tempo con un siluro di Vargas - al quarto gol stagionale e in grado di ripagare la fiducia di Montella - la rete in apertura di Maicon realizzata in mischia, davanti alla porta, grazie ad una giocata dell’inarrestabile Gervinho.
La Fiorentina ha costretto De Rossi e compagni ad arretrare, sbuffare, limitare le loro incursioni chiudendo spazi, soffocando la loro manovra e sfiorando a sua volta il bis prima dell’intervallo con Cuadrado innescato da Rossi e con lo stesso Pepito Rossi poco dopo fermato davanti a De Sanctis per un fuorigioco millimetrico.
E anche nella ripresa i viola hanno creato non pochi affanni agli avversari andando vicino al gol prima con Rossi di testa, poi con Aquilani, uno dei tanti ex di questa sfida, che su passaggio di Cuadrado ha fallito una ghiottissima palla-gol, e quindi con Pasqual che su punizione ha costretto al miracolo De Sanctis poco dopo il 2-1 segnato dal neo entrato Destro reduce dal lungo stop per infortunio, al primo sigillo stagionale su imbeccata del solito Gervinho.
Insomma, una Fiorentina d’applausi, capace di essere all’altezza di una sfida così importante e difficile e di una Roma che dopo 4 pareggi di fila voleva a tutti i costi tornare al successo davanti al proprio presidente e al proprio pubblico e difendere l’imbattibilità per restare sulla scia della Juventus.
Totti convocato dopo cinquanta giorni è rimasto in panchina, Ljajic è parso smarrito alla prima da ex contro la Fiorentina, Pjanic è stato espulso per doppio giallo all’87’ (salterà la trasferta con il Milan) costringendo la propria squadra ad un finale in sofferenza anche perché Montella, dopo aver sostituito Aquilani (non apparso felicissimo del cambio) con Pizarro e Vargas con Joaquin, ha inserito pure il talentuoso Matos.
In pieno recupero Rossi è andato ancora una volta vicino al gol senza però riuscire a cambiare il destino e il risultato del match. Peccato, è una sconfitta che fa male ai tifosi, i tantissimi che hanno seguito Rossi e compagni all’Olimpico e a quelli che hanno seguito e trepidato davanti alla televisione, e ovviamente fa male ai Della Valle, a tutta la società, a Montella e ai suoi giocatori. E’ una sconfitta che fa male – la quarta in campionato, la seconda di fila in trasferta dopo quella di Udine – perché immeritata. E fa bene il tecnico viola a consolarsi con la prova di maturità di una Fiorentina che mai si arrende e abbassa la testa. Certo, vanno corretti certi errori e colmate certe lacune nella fase difensiva e sotto porta servono maggior cinismo e concretezza. Però la strada del gioco e della mentalità è questa al di là dei momentanei 10 punti di distacco dalla Roma di Garcia comunque reduce da stagioni disastrose e che al contrario dei viola non gioca le coppe.
A proposito, giovedì prossimo contro il Dnipro Montella e i suoi ragazzi si giocheranno il primo posto: adesso è giusto concentrarsi su questo, portandosi da Roma gli aspetti positivi di una sconfitta che brucia ma non allarma.
Brunella Ciullini
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