Il Tirreno

Livorno

Nicola soddisfatto «Potevamo vincere non era una follia»

di Fabrizio Pucci
Nicola soddisfatto «Potevamo vincere non era una follia»

Il tecnico: i ragazzi hanno fatto uno scatto mentale Questo punto lo voglio dedicare a Nelson Mandela

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LIVORNO. Davide Nicola, partiamo dalle statistiche: tredici tiri a cinque per il Livorno. Il pari del Milan arrivato solo su calcio da fermo. Soddisfatto?

«Sì. La nostra è stata una partita esaltante dal punto di vista tattico. Sono felice perché una prestazione come questa mi fa acquisire credibilità agli occhi del gruppo. Il motivo? Sono 5 mesi che vado ripetendo ai ragazzi che possiamo vincere anche contro le grandi e ora ne abbiamo avuto la dimostrazione perché se avessimo conquistato i tre punti non sarebbe stata una bestemmia anche perché sul 2-1 abbiamo creato due o tre volte i presupposti per il terzo gol».

In articolare che cosa ti è piaciuta di più?

«Ho registrato uno scatto mentale dei ragazzi. Ho visto identità di gioco e un nuovo modo di attaccare gli spazi».

A Verona 5 falli in una partita. Contro il Milan 4 dopo 7’. cosa significa?

«Contro il Chievo per la prima volta non ci abbiamo messo il nostro marchio di fabbrica: la verve. Contro il Milan dovevamo giocare al 130% per limare il gap di centimetri e chili. Significa che abbiamo accettato il confronto fisico e anche l'uno contro uno. Questo ci ha consentito di tenere il baricentro più altro e di portare tanti uomini nella fase offensiva».

Due parole sulla prestazione di Duncan?

«Alfred ha dato forza, sostanza e qualità nelle ripartenze. Lo ha fatto anche Luci che con Biagianti compone un cerniere straordinaria. In mezzo c'è stata solidità e questo ha consentito alle punte di attaccare meglio gli spazi. Lo avevamo fatto discretamente anche contro la Juventus, ma stasera abbiamo codificato meglio le situazioni offensive sfruttando tutto il campo».

Prendiamo sempre gol evitabili. Che ne pensi?

«Vero. Non ho capito bene il primo tuttavia credo che sia dovuto a un eccesso di preoccupazione. Andiamo in difficoltà ancora prima che gli altri si rendano pericolosi. Lo svantaggio iniziale, però ha dato ai ragazzi la spinta per giocare sciolti. Quando non sono legati alle emozioni si esprimono meglio».

Allegri ha fatto i complimenti alla tua squadra.

«Lo ringrazio. Io e Max abbiamo giocato insieme per cui il suo apprezzamento mi fa ancora più piacere. I ragazzi hanno dimostrato di non avere limiti nella voglia di apprendere. In settimana hanno affrontato un disagio eccessivo rispetto a Verona. Ci manca qualche punto. Se ne avessimo 15 o 16 saremmo belli, grossi e grandi. Questo pari lo vorrei dedicare a Nelson Mandela».

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