Gioco
Oggi serve un Livorno indiavolato
Ecco il Milan in crescita, Kakà e Balo fanno paura. Fuori Greco, Nicola punta al 3-5-2 e chiede la faccia cattiva
LIVORNO. Diavolo d’un Milan! Proprio adesso doveva venire a Livorno? Nel nostro momento più delicato e nel suo periodo meno opaco di una stagione costellata da poche luci e tante ombre? Gli amaranto sono in striscia negativa da tre turni e non esultano per un gol segnato da una vita (3 novembre con l’Atalanta). La squadra di Acciuga Allegri, invece grazie ai successi esterni in Champions con il Celtic e in campionato con il Catania, sta riprendendo quota e in settimana di gioca il futuro nella Coppa dei Campioni nello spareggio con l’Ajax. Quella è la partita che per il Milan può valere una stagione. Non questo intermezzo ardenzino. Ma attenzione: non aspettiamoci un avversario deconcentrato perché saremmo fuori strada.
Tradizione. Con i rossoneri abbiamo un bel feeling. Nel 2004/05 uscimmo dal doppio confronto con quattro punti: il pari nello storico debutto delle bandane e lo storico successo del 23 gennaio 2005 firmato da Corrado Colombo in un Armando Picchi pazzo di gioia. Anche negli anni successivi (compresi quelli infausti delle retrocessioni) ce la siamo sempre cavata. Oggi però la storia non conta.
Domande e risposte. Il Livorno ha poco da scherzare. Deve ritrovare se stesso dopo il flop di Verona. Al Bentegodi la squadra si è arresa senza lottare. Inconcepibile e forse anche ingiustificabile. L’ambiente dopo un paio di giorni di turbolenza (Spinelli ha giustamente preteso una spiegazione a quella non prestazione imbarazzante) si è ricompattato e oggi anche la tifoseria chiede una risposta d’orgoglio. E’ chiaro che il risultato è un priorità assoluta, soprattutto se diamo uno sguardo alla classifica. Ma oggi, visto che una eventuale sconfitta può essere messa in conto, sarà fondamentale che la squadra torni a giocare alla livornese. Con grinta, cattiveria, sfrontatezza. I visi pallidi lasciamoli dentro i film western. Qui non ne abbiamo bisogno.
La formazione. Ieri Davide Nicola ha certificato l’assenza di Leandro Greco. Peccato perché il centrocampista romano a Verona è stato uno dei pochi a salvarsi. Sul piano tattico è una mancanza pesante perché impedisce al tecnico piemontese di pensare al 3-5-1-1. Si va quindi verso il collaudato 3-5-2. Greco sarà sostituito da Duncan per il quale c’è aria di derby contro i rossoneri. Rientra Luci e il capitano di motivazioni ne ha milioni. A sinistra Mbaye pare favorito su Gemiti mentre Schiattarella è sicuro del posto da titolare. In difesa torna Emerson insieme a Coda e Ceccherini. In attacco Nicola deve scegliere il partner da affiancare a Paulinho. Siligardi è favorito rispetto a Emeghara.
La chiave. Potremmo fare copia-incolla con il discorso fatto nelle ultime settimane prima di Inter-Livorno e Livorno-Juventus. Se la questione è esclusivamente tecnica siamo fritti prima di cominciare. Se invece dobbiamo metterci il cuore allora possiamo anche pensare di far punti contro questo Milan che sta vivendo una stagione tribolata e di fibrillazioni societarie quasi grottesche. Servono coraggio, concentrazione soprattutto cinismo là davanti. La difesa del Milan non è a tenuta stagna. Qualcosa concede sempre. Se il Livorno salvare la pellaccia deve capitalizzare al massimo anche le briciole.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
