Gioco
Rossi, un 2014 decisivo per il destino del Fenomeno
Il campione di Tavullia affronta la prossima stagione fra voci di ritiro e cambi ai box Sarà il suo ultimo anno in MotoGp? E Intanto fa correre un suo team in Moto3
Continuerà a correre, e se lo farà, come e dove, oppure si limiterà a far correre gli altri, cercando di fare la chioccia a dei pulcini che ancora non riescono a fare i galletti?
Il campionato del mondo di MotoGp ha da poco archiviato la fenomenale vittoria di Marc Marques che già Valentino Rossi, che non è stato certo un protagonista assoluto in pista nell’ultima stagione, in qualche modo ha riconquistato l’attenzione dei media. Alla fine “il Dottore” è ancora il catalizzatore principale dello showbusiness legato al circus delle due ruote ed è bastato che in qualche modo aleggiasse la parola “ritiro” perchè si scatenasse un can can mediatico con protagonista sempre lui, Valentino.
Fantasma ritiro. “Farò sei gare e poi vedrò se continuare”. Questa frase attribuita al pilota di Tavullia - e da lui prontamente smentita, o per meglio dire, corretta - ha scatenato la ridda di ipotesi su un Rossi ormai stanco di prendere paga dai tre spagnoli e certo non soddisfatto di battere solo piloti di seconda fascia. Quindi Rossi in persona ha corretto le cose, spiegando che lui ha un contratto per tutto il 2014 in Yamaha e che ha intenzione di correre tutta quanta la stagione e di far meglio del 2013. E a riprova di questo ci sarebbe l’arrivo nel suo box del capotecnico Silvano Galbusera, che va a sostituire una leggenda del motociclismo come l’australiano Jeremy Burgess, che ha accompagnato Valentino lungo tutto il suo cammino nella classe regina, sina dal suo esordio sulla Honda 500 due tempi. Burgess paga il fatto di non essere riuscito a sfruttare come i colleghi degli altri box l’elettronica della moto, e Rossi ha deciso che Geremy ormai aveva fatto il suo tempo.
Un’opinione, questa, che però vale anche in senso opposto, visto che Burgess, intervistato dopo il licenziamento, ha detto chiaro e tondo che Valentino farebbe meglio a ritirarsi, visto che ormai sta cercando di fare una cosa che, vista anche la sua età, è al di là dei suoi limiti.
Pilota, team manager o rallista? Quindi, a meno di clamorosi ritorni al vertice nel 2014, cosa farà Rossi da grande? Per ora una cosa è certa: il team manager, o per meglio dire il proprietario della scuderia. Quest’anno ci sarà infatti l’esordio della sua squadra, il team VR 46 che farà correre in Moto 3 Romano Fenati e Francesco Bagnaia, due giovani piloti italiani che hanno dimostrato buoni numeri ma che non sono potuti andare al vertice dell’affollatissima categoria. Rossi, che metterà i due in sella alla Ktm, li farà allenare nel suo “ranch” e li farà guidare da Vittoriano Guareschi, una delle poche cose buone che ha incontrato nelle sue stagioni in Ducati, oltre a seguire un altro gruppo di piloti, tra cui il fratellino Luca Marini, impegnati in altre categorie.
Questa dunque la certezza, ma Rossi continuerà a correre nel 2015 se non riuscirà a “sfondare” in MotoGp? Secondo alcuni Valentino potrebbe passare alla Superbike, ma è difficile pensare a un salto indietro così importante, mentre c’è sempre la carta dei rally: in fondo per battere Rossi al rally di Monza, qualche giorno fa, c’è voluto un superspecialista delle Wrc come Danny Sordo.
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