Il Tirreno

Livorno

Pisa, la carovana ha le ruote sgonfie

di Antonio Scuglia
Pisa, la carovana ha le ruote sgonfie

Il Pisa resiste nel primo tempo agli attacchi della Salernitana, poi non graffia quando gli avversari restano in nove

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PISA. Quarto pareggio consecutivo per il Pisa, che ancora una volta vede un avversario diverso (stavolta è il Perugia)affacciarsi al primo posto e perde l’occasione per tentare la fuga in vetta. Lo 0-0 con la Salernitana ci sta tutto, visto il valore dell’avversario, ma se chiunque l’avrebbe firmato alla fine del primo tempo, alla fine lascia l’amaro in bocca ai generosi e infreddoliti tifosi. Già, perché i granata campani dal 12’ della ripresa sono rimasti in dieci e dal 40’ addirittura in nove senza che il Pisa riuscisse a organizzare un attacco come si deve, tanto che il portiere ospite Iannarilli si è guadagnato davvero il pane solo al 20’ st, respingendo su Arma liberato davanti alla porta da Forte. Per tutto il resto del match si è limitato a smanacciare qualche cross e a battere i rinvii dal fondo.

Speculari le formazioni iniziali: 4-4-2 da entrambe le parti, ma con attitudini diverse perché gli esterni di centrocampo granata, Montervino e Ricci spingevano forte sulle fasce mettendo in difficoltà Martella e Caputo, e i due attaccanti Guazzo e Ginestra si trovavano a meraviglia.

Eppure non c’era da fare nessun rimprovero ai nerazzurri, che schieravano sette under 21 contro un solo giovane fra gli avversari (l’interno destro di centrocampo Capua, classe 1992). Il Pisa cercava di fare la partita, chiudeva con convinzione gli spazi al centro, e spesso riusciva a mettere le punte avversarie in fuorigioco con un meccanismo ben oliato che frustrava gli scatti di Guazzo, anche se al 31’ l’ex Como e Taranto, innescato da una sponda lunga di Ginestra, aumentava i giri e arrivava davanti a Provedel prima di sparare di destro sul palo quando sembrava che il gol fosse cosa fatta. Il Pisa si faceva pericoloso solo al 44’ quando, su un pallone messo in mezzo da Arma, prima Martella e poi Forte venivano murati.

Nella ripresa Pagliari provava a sparigliare le carte, sfruttando la maggiore freschezza atletica della squadra e inserendo quasi subito il vivace Bollino al posto di Caputo, e al 12’ la partita cambiava: Piva veniva espulso per un fallaccio su Pellegrini (la Salernitana ha avuto un impatto agonistico molto marcato, talvolta troppo, sulla gara) e Perrone toglieva Ginestra passando al 4-4-1. Da quel momento in poi la Salernitana ha agito solo in contropiede, mentre il Pisa avanzava le ali sulla linea di Arma col 4-2-3-1 per poi buttare dentro anche Giovinco e Sampietro. I nerazzurri premevano ma non passavano, neanche quando, a 10’ (recupero compreso) dal termine, il campano Capua prendeva il secondo giallo e lasciava i compagni in nove. Cross decenti quasi nessuno (su un raro pallone insidioso, Bollino di testa in tuffo sfiorava il gol), incomprensioni continue quando ci si avvicinava all’area di rigore, poca lucidità, pochissima incisività. E i nerazzurri uscivano dal campo stremati - sul piano dell’impegno hanno dato tutto - ma non vincenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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