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Livorno

Piccini: «Ho sentito scrocchiare tutto»

di Andreas Quirici
Piccini: «Ho sentito scrocchiare tutto»

L’ex fiorentino esce con le stampelle: per lui una distorsione alla caviglia

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INVIATO A VERONA

I. l tunnel che porta dagli spogliatoi all'area dove sono parcheggiati i pullman delle squadre sembra non finire mai per alcuni giocatori del Livorno, che sfilano a testa bassa davanti ai taccuini dei giornalisti e alle telecamere delle televisioni locali. Luca Siligardi sorride, ma chiede di non dire niente sulla partita. Paulinho va veloce. E anche lui dice di non avere intenzione di parlare agitando la cravatta della divisa ufficiale ripiegata nella sua mano. Non tutti hanno voglia di commentare la sconfitta col Chievo. Ma qualcuno lo fa. Valentini, per esempio, ha in mano un trolley e lo sguardo comunque tranquillo: «Abbiamo sbagliato approccio. Non avevamo certo preparato la partita per giocarla in questa maniera».

Per il difensore, l'elemento più evidente della mancanza di cattiveria del Livorno è stato il fatto che gli amaranto fossero sempre in ritardo sulle seconde palle. Il portiere Francesco Bardi parla di massimo impegno da parte della squadra e di un approccio a inizio gara comunque buono..

Sfilati quasi tutti i giocatori, sul finire arriva Cristiano Piccini con le stampelle e una fasciatura alla gamba sinistra, uscito dopo un quarto d'ora del secondo tempo sul risultato di 2-0 e con i tre cambi giá effettuati. Per lui una distorsione alla caviglia che, in un primo momento, sembrava qualcosa di più serio. «Un giocatore del Chievo mi è caduto sulla gamba e ho sentito scrocchiare tutto, dalla caviglia al ginocchio - racconta - Ora dovrò effettuare gli esami per capire l'entità dell'infortunio. Ma ho avuto davvero paura».

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