Gioco
Livorno, così non c’è domani
Senza carattere, difesa di burro e quasi niente davanti: il Chievo dilaga, ora si fa dura
INVIATO A VERONA. Sapete qual è il guaio? Che al 25' della ripresa, sotto di 2 gol e all'ennesima occasione sprecata dal Chievo, abbiamo sperato che finisse presto.
Perché non vedevamo spiragli, non c'erano segnali di vita, non c'era speranza. Ecco cos'è mancata ieri: la speranza. Si è disintegrata dopo poco più di mezzora, al vantaggio del Chievo, anche se i segnali già in quei 30' non erano stati per niente incoraggianti.
E' la terza sconfitta consecutiva del Livorno. Il piccolo tesoretto conquistato nelle prime giornate si è dissipato, adesso gli amaranto sono stati agganciati sulla terzultima poltrona e il grafico del rendimento punta verso il basso. Pesante il 3-0, anche nell'ottica di un arrivo in parità col Chievo.
Pesante nella sostanza e pesante anche nella forma, non c'è dubbio che questa sia stata la peggior partita del Livorno in questa stagione.
Un fallo in un tempo. Il Livorno ci ha messo abbastanza cattiveria? Qualche dubbio resta. Anzi, i dubbi sono molti. C'è un dato abbastanza inquietante: nel primo tempo gli amaranto hanno commesso 1 solo fallo (da statistiche ufficiali), il secondo è stato commesso al 21' del secondo tempo ed è addirittura costato il giallo a Greco. Al fischio finale il dato sarà 21 falli commessi dal Chievo e 4 dal Livorno.
Ora, chiariamo: commettere falli non significa per forza avere più fame degli avversari. Però spesso è un indicatore di quanta aggressività si getta in campo. E non esistere chiudere la partita con 4 falli, di cui due di pura frustrazione. E' chiaro che una partita come questa andava affrontata con uno spirito diverso, quasi da "ultima spiaggia" anche se chiaramente la strada era lunga.
349' senza gol. Buttarla dentro sta diventando un'impresa titanica. Pensate, il Livorno non segna da 349 minuti: l'ultima rete la segnò Paulinho all'11' del primo tempo contro l'Atalanta. Da quel momento il buio.
Ci sta che Handanovic e Buffon contro di noi non tocchino un pallone, ma non Puggioni. Ieri il portiere del Chievo ha fatto un paio di tuffi per i fotografi e poco altro, anche sul 3- 0 il Livorno non è mai andato vicino alla rete delle bandiera se non con un pallonetto di Greco al 93'. Eppure dal 10' del secondo tempo avevamo già in campo tre punte.
Le scelte di Nicola. Purtroppo stavolta Nicola non è riuscito a mettere una pezza a deficienze tecniche che stanno saltando fuori. Ha provato a giocarsi la partita prima a poker e poi a calcio, usando anche il "bluff" quando in settimana allo stadio ha schierato una formazione con Duncan in mezzo al campo ed Emerson un difesa. Ieri invece ha presentato Rinaudo centrale, con Ceccherini e Valentini ai suoi fianchi, con Gemiti a sinistra al posto di Mbaye, mentre Emerson è andato a fare il regista basso di centrocampo con Duncan in panchina.
La squadra in campo non ha risposto, ma la sensazione è che il problema sia stato soprattutto di determinazione più che di tattica. Il 3-5-2 del Livorno contro il 4-3-3 del Chievo accettava l'uno contro uno sulle fasce (Ceccherini su Lazarevic e Valentini su Estigarribia), ma doveva regalare un pizzico di supremazia in mezzo al campo dove invece Greco e Biagianti si sono persi. Nicola dopo nove minuti della ripresa ha provato a ribaltare la squadra come un calzino tirando fuori Gemiti e Schiattarella, inserendo Piccini e Emeghara per passare al 3-4-3.
Il guaio è che non c'è stato neanche il tempo di sistemarsi, perché il Chievo dopo 100 secondi ha firmato il 2-0 con Thereau su una dormita collettiva. E lì è finita la partita. Anche perché dopo poco si è infortunato pure Piccini (distorsione alla caviglia, ne avrà per qualche settimana) e così il Livorno è rimasto in dieci.
Brutta storia. Poteva anche perdere il Livorno, loro non sono il Bayern Monaco ma nemmeno noi siamo il Barcellona. Però non doveva perdere così. Sabato arriva il Milan e non è la partita ideale per una squadra che deve invertire la rotta. Ma qualcosa bisognerà inventare.
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