Gioco
Nel nome Della Rosa Il Don Bosco punta sul play
Basket: sfida delicata, alle 18 al PalaMacchia arriva il temibile Cus Torino Da Prato deve rinunciare a Sanguinetti, riflettori puntati anche su Mazzantini
LIVORNO. Potremo definirla una sfida a specchio, tra due squadre molto simili nel roster e non solo (palla a due stasera alle 18 al Pala Macchia): il Don Bosco con la crema giovanile della Toscana più Sanguinetti e Gigena, il Cus Torino con i migliori prospetti piemontesi e due super senior del calibro di Danilo Favola e Davide Raucci. Entrambe amano inoltre giocare a ritmi vertiginosi, peccando talvolta di lucidità e mettendo in preventivo qualche palla persa in più.
Piano gara rispettato fino a oggi ma che nella precisa circostanza Andrea Da Prato sarà costretto a rivedere vista la perdurante assenza del metronomo Jack Sanguinetti a causa di una forte contusione alla coscia rimediata ormai 10 giorni fa ma ancora non guarita del tutto. In quintetto verrà infatti spedito verosimilmente Gianluca Della Rosa (26 minuti in campo ad Alessandria), fosforo allo stato puro ma all’occorrenza supportato dai compagni, tutti abili nel palleggio e nella gestione del possesso.
Riflettori puntati pure su Save Mazzantini, che tutto è ormai tranne una scommessa, mentre il caccia Sollitto dovrà ritrovare lo smalto delle prime partite. Stesso discorso vale per Benvenuti sotto canestro, con Gigena a fare da collante.
Per il resto largo alla rabbia agonistica e alla voglia di vincere, dopo tre stop consecutivi. Perché il treno dell’alta classifica, incredibile ma vero, è tutt’ora in sosta alla stazione di Livorno, di una città che è decisa ad acquistare un biglietto playoff.
Qui Cus. Come detto gli universitari sono avversario spigoloso, con due “stelle” e altrettanti ragazzi che Livorno la conoscono assai bene, uno perché ci è nato e cresciuto (Edoardo Persico, sponda Pallacanestro Livorno) e l’altro solo cresciuto, a casa Don Bosco (Davide Liberati).
Ed è proprio sull’asse “labronico” che il roster di coach Guidi costruisce numerosi possessi, sfruttando anche il talento di Jean Carlos Canelo (ex Virtus Bologna). Giocatori, veloci, scaltri, ma nessuno dei quali capace di tenere fino a oggi una media punti superiore ai 13 punti, sintomo di una grande alchimia di squadra e di una distribuzione più che omogenea che abbraccia il pensiero “tutti sono importanti e nessuno è indispensabile”. Chi la spunterà? Difficile dirlo, soprattutto in uno scontro tra belve ferite. Decisiva sarà la fame, e Livorno ne ha davvero tanta.
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