Gioco
Sogni e paure, Mbaye vede solo Livorno
«Devo far meglio, a volte sono frenato. Ricordo le prime parole di Nicola: vai e dimostra se sei un bambino o un uomo»
LIVORNO. Ha appena diciannove anni, ma Ibrahima Mbaye nel suo italiano perfetto parla con la maturità dei veterani. E' umile, ma determinato. Ambizioso e riconoscente nei confronti di chi lo ha lanciato nel grande calcio: «Ho scelto il 15 come numero di maglia perché quello è il giorno di nascita della moglie del mio procuratore Accardi».
Il ragazzo è forte e appartiene alla serie “saranno famosi". Intanto mentre sta lavorando per far carriera nel calcio non dimentica l'importanza dello studio: «Tra due anni mi diplomo ragioniere, perché non si sa mai cosa può succedere».
Sei a Livorno da quasi tre mesi. Quali progressi senti di aver fatto ?
«La premessa è che sono stato fortunato. Non capita tutti i giorni di entrare a far parte di un gruppo fantastico come quello amaranto. È stato tutto molto facile fin dal primo momento. E questo mi ha reso la vita più facile. Credo di essere migliorato molto sul piano tecnico e anche tattico. E di questo ringrazio Nicola. Seguo sempre i suoi consigli e mi trovo molto bene».
Nella primavera dell'Inter giocavi da centrale di difesa. Adesso sulle corse esterne. Difficoltà?
«Beh. La serie A rispetto al campionato Primavera è tutta un'altra storia. La differenza c'è. Difficoltà ce ne sono. Il mio piede è il destro e su quella fascia mi trovo meglio, ma rispondo sempre presente a Nicola. A me basta di giocare e imparare».
La notte di Inter-Livorno per te è stata indimenticabile. Sei stato tra i migliori in campo. Potere delle motivazioni?
«Sì, ma anche di una scommessa con Davide Nicola. Prima di mandarmi in campo mi disse: “Adesso vediamo se sei un ragazzino o un uomo”.
Beh. Allora sei un uomo…
«No, no. Non esageriamo. Sono ancora un ragazzo. Devo migliorare molto. Il mister mi consiglia sempre di scendere in campo senza paura di sbagliare, anche se talvolta capita di non giocare bene. Ad esempio domenica la mia prestazione non è stata eccezionale. Ho sofferto e non riesco nemmeno a spiegare perchè».
Sì, ma intanto Mazzarri ti ha messo gli occhi addosso e c'è chi sostiene che tu possa tornare all'Inter già a gennaio…
«Non faccio caso alle voci di mercato, a ciò che scrivono i giornali. Io sono un giocatore del Livorno a tutti gli effetti e darò il massimo per la maglia amaranto».
A proposito di Livorno. Che sensazioni hai? La classifica ti preoccupa?
«È un momento in cui non stiamo facendo punti, ma sono convinto che abbiamo la forza per salvarci in anticipo. Sono fiducioso. Ogni giorno lavoriamo bene e i risultati arriveranno di sicuro».
Torniamo indietro nel tempo. Alla sera del tuo debutto: contro la Roma con Maicon diretto avversario…
«Sì, fu una serata indimenticabile. Nicola mi disse di stare tranquillo e di fare ciò che sapevo. Certo: trovarsi di fronte il brasiliano e anche Totti fu una bella emozione e mi dette subito l'idea della difficoltà che avrei trovato in serie A».
Conosci bene il settore giovanile dell'Inter. Consigli per gli acquisti?
«Tanti dei miei compagni in maglia nerazzurra li ho ritrovati qui a Livorno. Se però devo fare un nome, segnatevi quello di Garritano che adesso gioca nel Cesena. E non dimentico Cannataro che gioca nella primavera amaranto. Ne sentiremo parlare molto presto».
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