Il Tirreno

Livorno

amaranto»IL PERSONAGGIO

di Alessandro Bernini

LIVORNO. Vigilia del campionato. Marcello Lippi, intervistato sul calcio italiano, si lancia: «La sorpresa dell’anno? Emeghara, uno difficile da marcare, che sa buttarla dentro». Visto che in Cina la...

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LIVORNO. Vigilia del campionato. Marcello Lippi, intervistato sul calcio italiano, si lancia: «La sorpresa dell’anno? Emeghara, uno difficile da marcare, che sa buttarla dentro». Visto che in Cina la tv satellitare funziona, e bene, ci fidavamo.

E invece eccoci qua a parlare di un giocatore in crisi. Un gol in 12 partite (a Sassuolo non fu doppietta, anche la Lega ha assegnato autorete a Pomini), sempre meno guizzi, errori banali e spesso disarmanti. Prima però ci preme chiarire un concetto. Bisogna restare compatti dalla parte di Emeghara e sostenerlo, per due ragioni. 1) “Eme” non è uno che si risparmia, che si estranea, che esce con la maglia asciutta, che fa spallucce alla sua crisi, e dunque merita rispetto. 2) Volenti o nolenti, lui (e Siligardi) sono gli unici che possono giocare al fianco di Paulinho, i suoi gol sono vitali per la salvezza, per cui adesso incitiamolo a uscire dal tunnel e poi si vedrà.

Difficile capire cosa gli stia succedendo. La sua carriera è un grafico impazzito, fatto ad esempio di gol in Svizzera e di panca in Francia. A Livorno preoccupa la sua involuzione. Perché adesso sta sbagliando stop semplici, passaggi da due metri, giocate che in A si fanno a occhi chiusi. Sembra di vedere un giocatore che ha il 40 di piede costretto a giocare col 48.

È evidente che si tratta di un anarchico, di uno che prende il pallone e fa la prima cosa che gli passa per la testa. Ma, nel contesto giusto, questo può anche essere un pregio. E Emeghara era stato preso anche per questo: rapido, capace di dare profondità, perfetto per l’uno-due con uno come Paulinho che sa usare i piedi, ottima zanzara sui difensori.

Domenica c’è stato qualche mugugno e qualche fischio da parte dei tifosi, eppure all’uscita ha ricevuto applausi, la gente è anche disposto ad aspettarlo. Ma Innocent si deve svegliare.

Tra l’altro lui si gioca anche una fetta del suo futuro. Il Livorno lo ha preso in prestito oneroso (1 milione di euro) con diritto di riscatto della metà per 2,5 milioni. E nel contratto sono state inserite tutta una serie di clausole che legano il suo stipendio ai bonus: partite giocate, gol, assist. Per ora si sta bruciando tutto.

A Verona, col Chievo, forse non partirà titolare. Ma entrerà, di sicuro. Forza “Eme”, facci rivedere la zanzara atomica.

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