Gioco
Minicrisi Don Bosco Ma quanta sfortuna
Terza sconfitta consecutiva ad Alessandria per i livornesi Stavolta si rompe Sanguinetti e Benvenuti stecca
LIVORNO. Dentro Mario Gigena (ma non al cento per cento della condizione), fuori Giacomo Sanguinetti. Ma il fine, ancora una volta e purtroppo, non è stato lieto. Il Don Bosco, infatti, si è dovuto arrendere anche sul parquet di Alessandria incappando nella terza sconfitta consecutiva e scivolando fino al nono posto di una classifica cortissima (solo otto punti di divario tra la prima e l’ultima).
Girone di ferro. Forse addirittura un girone... dantesco. Un campionato, la Divisione Nazionale B raggruppamento A, ricco d’insidie e dove non esistono squadre materasso (tutti sono riusciti a vincere almeno due partite).
Squadre costruite per lottare, sempre e comunque. Pure in situazioni d’emergenza, come lo era per Alessandria, fanalino di coda del torneo alla vigilia del match.
Morale della favola, c'è ben poco da sorprendersi nel leggere il risultato con il quale “il fanalino di coda” ha battuto la compagine livornese. Non c'è da stupirsi, perché il valore di Grilli è assolutamente fuori discussione e anzi la sconfitta servirà a coach Da Prato per presentarsi con l’abito giusto al prossimo appuntamento (delicato) contro il Cus Torino del centro livornese Edoardo Persico (scuola Pallacanestro Livorno) e dell’ex Davide Liberati, infortuni permettendo (palla a due domenica alle 18 al Pala Macchia). Stop Sanguinetti.
Altro “dettaglio” da non sottovalutare, e che ha inevitabilmente guastato il piano partita della formazione di coach Da Prato, è stato appunto il forfait di Jack, il metronomo della squadra. Il Pirlo del Don Bosco, costretto al riposo forzato una contusione alla coscia rimediata giovedì in allenamento.
Lo staff medico labronico le ha provate di tutte, ma alla resa dei conti ha prevalso il dolore lasciando libera una casella di capitale importanza, pari a quella di Gigena una settimana fa.
E se poi aggiungiamo anche un Lorenzo Benvenuti sottotono, condizionato da un colpo al ginocchio ricevuto in avvio di gara e che ha messo a referto soltanto due punti, ecco allora svelati i motivi di un boccone amaro che, allo stesso tempo, non macchia in alcun modo il cammino intrapreso da Mazzantini e compagni (il migliore con venti punti al suo attivo) e non toglie i meriti di un Alessandria che ha dimostrato di essere tutto tranne che un' “ultima in classifica” senza speranze.
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