Il Tirreno

Livorno

Quel fight club in mezzo alla gabbia

di Andreas Quirici
Quel fight club in mezzo alla gabbia

Venti atleti a Livorno: sembrano risse di strada ma sono match frutto di grandi sacrifici di Mixed martial arts

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LIVORNO. «Welcome to the jungle». La voce di Axel rimbomba nel Palamacchia di Livorno in una delle canzoni che hanno reso famosi i Guns and Roses in tutto il mondo. E' la colonna sonora che accompagna chi sta seguendo la diciottesima edizione della “Resa dei conti”, una serie di combattimenti di Mma, Mixed martial arts, dove tutto o quasi è lecito: calci, pugni, ginocchiate, ma anche proiezioni a terra, leve e strangolamenti.

Detta così sembra più una rissa di strada che sport. Ricorda da vicino il Fight club di Brad Pitt e Edward Norton. Ma dietro a tutti questi ragazzi (e ragazze) con muscoli, tatuaggi e cicatrici ci sono atleti che si allenano ogni giorno con sacrifici e passione. E tutti si presentano unti di vasellina. Un rimendio fondamentale, perché e vita che i pugni e i primi colpi non producano ferite e tagli immediati. Una precauzione medica, così come quella di non far combattere più di una volta al giorno. Per questo ogni incontro tra i venti iscritti a questo sabato 24 novembre  di Elite delle arti marziali miste è unico.

Esiste un circuito nazionale con varie tappe. Chi vince accede a quelle successive che si svolgono in altre parti d’Italia. Un elemento, questo, da non sottovalutare per inquadrare al meglio quello che a occhio disattento sembra uno scontro improvvisato fra due rissosi che vogliono solamente litigare. Certo, conta molto l’impeto e l’irruenza, ma più di tutto conta il fatto di non aver paura quando si entra dentro la gabbia.

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