Gioco
Pistoia conquista la partita infinita
55’ di gioco e tre overtime per aver ragione di Pesaro: per la Tesi è ossigeno puro. Johnson e Wanamaker, che show
PISTOIA. Cinquantacinque minuti, tre tempi supplementari, una valanga di canestri e l'adrenalina di una finale. Già perchè la gara tra le Cenerentole del campionato è sembrata proprio uno spareggio tanta è stata l'intensità messa in campo da entrambe le parti. E' sembrata una gara senza domani, da dentro o fuori e il tempo dirà se sarà davvero determinante per la lotta salvezza. Ha vinto Pistoia, che è stata a lungo in vantaggio nei minuti regolari e poi ha rischiato molto nel supplementare. Ha vinto sudando e faticando ma anche Pesaro esce a testa alta da questa maratona avvincente dove entrambe hanno fatto capire di saper soffrire e voler lottare. Caratteristiche non da poco per chi lotta per evitare l'inferno. Entrambe hanno avuto le loro occasioni per chiudere prima la gara, entrambe hanno sprecato molto evidenziando limiti prima di tutti numerici tra i problemi fisici di una Pesaro che ha di fatto giocato in sei visto che Young non era al top e i suoi 14' sono stati incolori, e gli abbagli arbitrali che tolto dal match Galanda prima del 30' e Daniel nell'ultimo quarto regolare. I peggiori in campo sono stati proprio i tre in grigio che soprattutto nei primi 40', hanno voluto essere protagonisti, provando in tutti i modi a rovinare una gara entusiasmante dove Pistoia a sorpresa è riuscita a mettere in mostra a tratti il suo gioco in transizione e Pesaro ha risposto con la sostanza di chi da debuttante è già diventato una certezza (leggasi Musso e Trasolini). L'agonismo del match è esploso nei 15' del supplementare, a cui i tifosi biancorossi sono arrivati provati dai 40' regolari dove Pistoia ha gettato al vento i 14 punti di vantaggio raggiunti grazie al break di 24- 9 nei primi 8' del terzo quarto. Qui la solida difesa di Moretti ha dato sicurezza alla squadra che, per la prima volta, è riuscita a correre, esaltando le abilità di Johnson che ha dispensato spettacolo tra alley hoop e schiacciate. Sul 61- 47, la partita sembrava già in ghiaccio ma l'uscita per falli di Galanda (vero play in campo) ha riacceso la Vuelle. Il gioco da tre fortunoso di Trasolini e i 3 liberi di Musso su fallo di Cortese, servono da benzina per il motore pesarese che torna a girare a pieno quando Turner si scatena segnando 13 punti negli ultimi 10' che puniscono una Tesi Group tornata contratta in avanti, fino al canestro che a 20” dalla sirena finale vale l'overtime. Cinque minuti dove l'argentino della Vuelle Musso si trasforta in Ginobili, pugnalando Pistoia con un 3/4 da tre che spinge la Vuelle fino al massimo vantaggio (82- 88). Il suo fuego latino rischia di bruciare Pistoia se non fosse per la mano fatata di Johnson che deposita in fondo al secchiello ogni palla che gli passa tra le mani, dando ai suoi altri 5' di speranza. E' guerra di nervi ormai, che i biancorossi tentano di cavalcare ma il gioco da tre di Johnson (100- 98) è funestato dall'inutile fallo di Washington che manda Pecile in lunetta per i liberi dell'ennesimo pareggio. La sagra degli sprechi di casa si completa dopo la bomba di Wanamaker (103- 100 al 49'55”) perchè nei restanti 5” nessun pistoiese si preoccupa di far fallo, concedendo a Turner la tripla della beffa che allunga una gara che inizia a puzzare di bruciato. Soprattutto quando Washington fa due falli sanguinosi, rischiando di compromettere tutto con l'autocanestro sul tocco del secondo libero sbagliato da Anosike (107- 110). A rimettere le cose a posto ci pensa Wanamaker che insieme a Johnson prende in mano la squadra, con un finale da vero leader. E' finalmente l'ora dell'urlo liberatorio dei 3600 della torcida di via Fermi.
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