Il Tirreno

Livorno

La Signora dorme solo un’ora

di Alessandro Bernini
La Signora dorme solo un’ora

Nel giorno della commozione per Luci, sono Llorente e Tevez a punire un bel Livorno

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LIVORNO. All'intervallo il “pensiero stupendo” si era insinuato silenzioso. Serpeggiava sui gradoni del Picchi. Era la speranza, da non confondere col sogno. Purtroppo il “pensiero stupendo” l'ha spazzato via un destro al volo di Llorente, 2 gol in 527 minuti prima di entrare al Picchi, gigante dai piedi dolci che però fino a quel momento aveva sbattuto di brutto contro Coda e Rinaudo.

La partita è morta lì. Tevez ha fatto 2-0, Davide ha preso gli applausi, Golia i tre punti. Nel calcio ci sono le categorie, il Livorno può ingegnarsi e studiare trappole o dare l'anima, ma nel 95% dei casi perderà contro la Juventus perché loro sono nettamente più forti. C'è poco da girarci attorno.

Comunque già essere qui a dire "peccato" è un segnale. Significa che il Livorno non è stato preso a pallonate, ha provato a giocarsela, in 2-3 occasioni ha anche spaventato la Juve. E peccato anche perché regalare un punto al capitano Andrea Luci sarebbe stata una piccola favola. Il Livorno non ce l'ha fatta ma Luci e suo figlio Marco hanno appena iniziato la loro battaglia e il capitano ha capito di avere tutta una città al suo fianco.

La Juve e la Roma. È la seconda big che arriva a Livorno, è la seconda sconfitta per 2-0. La prima la subimmo al debutto contro la Roma eppure tra queste due partite c'è stato un abisso. Ed è il particolare che ci permette di pensare positivo.

Contro la Roma sbloccò la partita De Rossi al 18' del secondo tempo, stavolta ci ha pensato Llorente al 20' sempre della ripresa, quindi anche a livello di tempi ci siamo. Ma contro la Roma non riuscimmo quasi mai a superare la metàcampo, quello di Totti e compagni fu un assedio e il gol incassato la logica conseguenza. Inevitabile. Stavolta no. Quante parate aveva fatto Bardi prima del gol? Due. Ma mica miracoli. Un sinistro di Asamoah respinto di pugno tenendo la posizione, un destro di Pogba neanche troppo inquietante alzato in angolo.

Difesa e ripartenze. Anche perché tatticamente Nicola aveva impostato bene la partita, schierando una squadra a fisarmonica, abile a chiudersi con 10 uomini dietro la linea della palla ma anche a ripartire con Emeghara e Siligardi sempre sostenuti da Greco e magari da Schiattarella.

Tutti facevano la fase difensiva. Da Emeghara che era il primo ad andare a pressare Vidal e Pirlo nell'impostazione del gioco, passando per Luci ed Emerson (schierato davanti alla difesa, con Rinaudo centrale e Duncan out per la febbre), per chiudere con i due esterni Mbaye e Schiattarella. Ecco, forse Mbaye è quello che ha sofferto più di tutti, concedendo cross a grappoli a Padoin che pure è uno dei pochi non-fenomeni di questa Juventus.

Comunque fino al gol la Juve è stata compassata, girava palla ma senza rapidità, senza trovare varchi. La scelta di Conte di schierare Vidal centrale difensivo ha tolto profondità ai bianconeri, anche perché Marchisio in questo momento non sposta.

Senza Paulinho. Subito il gol, si è capito subito che il Livorno era arrivato al capolinea. Anche perché le sue occasioni le aveva già avute, sprecandole. Un contropiede due contro uno nel primo tempo con passaggio sciagurato di Emeghara a Schiattarella, altri due contropiedi nella ripresa di cui uno clamoroso con Emerson che dopo una discesa strepitosa si è infilato in un tunnel senza uscita invece di servire Emeghara a destra o (soprattutto) Siligardi a sinistra.

L'assenza di Paulinho ha lasciato il segno, in questa squadra è forse l'unico stoccatore. Anche perché Emeghara continua a produrre poco, si incarta con il pallone, non riesce a trovare mai una soluzione che sappia pungere l'avversario.

Adesso ci attende la trasferta di Verona, in casa del Chievo. Da affrontare senza Luci (sarà squalificato) e con un Paulinho in più. Una partita che non avrà il fascino di quella contro la Juve, ma che vale almeno 50 volte di più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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