Il Tirreno

Livorno

«Chi entra deve cambiare la partita»

Remo, 2 sorrisi in due gare: «Lo dico sempre ai giocatori: siete tutti importanti»

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CARRARA. La Carrarese batte in rimonta l'Alto Adige e riesce a infrangere un tabù che durava ormai da dieci mesi. Gli azzurri infatti non vincevano tra le mura amiche dello stadio dei Marmi dal 20 gennaio 2013. C'è di più, con l'arrivo di Remondina in panchina la Carrarese mette a segno due vittorie consecutive su due giornate. Una doppietta che il pubblico di Carrara non assaporava da più di due anni. Per ritrovare un doppio successo bisogna addirittura ritornare alla stagione 2011-12 con Sottili in panchina e all'accoppiata magica Carrarese-Spezia 2-1 (23 ottobre 2011), Piacenza-Carrarese 0-3 (30 ottobre 2011). Gian Marco Remondina è arrivato da poco, ma a quanto pare ha subito saputo toccare i tasti giusti per cambiare la personalità della squadra. Il tecnico sembra sprizzare energia da tutti i pori anche quando entra in sala stampa al trotto, quasi di corsa. «Prendere gol in undici contro dieci può ammazzarti psicologicamente, invece i ragazzi hanno reagito nel modo migliore», spiega mister Remondina. «Abbiamo pareggiato, ma abbiamo avuto pure lo spirito di andare a vincere. C'è ancora da migliorare tantissimo su tante cose, ma lo spirito è stato giusto ed è su quello che io punto forte. Sin dal primo giorno avevo chiesto ai miei di rimanere in undici in campo perché è un primo passo per vincere e poi avevo detto che chi entra in corsa deve cambiare la partita. Io tengo in considerazione tutti i giocatori, quindi tutti devono tenersi pronti». Una Carrarese che in dieci minuti è riuscita a riconquistare il suo pubblico. «Ho sempre sostenuto che non è il pubblico a dover portare avanti una squadra, ma il contrario. La squadra deve far vedere qualcosa d'importante soprattutto sotto l'aspetto dell'impegno e del cuore. Oggi Merini è arrivato al 95' stremato dall'impegno. Un plauso per lui. L'atteggiamento è quello giusto ed è quello che mi piace avere da tutti. La doppietta di Ademi? Era entrato male a Busto Arsizio per una gomitata che lo aveva frastornato. Oggi invece è entrato nel modo giusto e si è fatto trovare pronto nelle occasioni che gli sono capitate. Bisogna dar merito anche a tutta la squadra. Alla fatica che hanno fatto Beltrame e Mancuso. Il lavoro di Merini, o di Calvi a centrocampo, di Dettori, di tutti. Quando si vince il merito va condiviso con tutti i giocatori». C'è spazio anche per la dedica di questa vittoria alla famiglia Geroni: «Il ragazzo aveva fatto una partita incredibile a Busto Arsizio e poi ha avuto questa disgrazia. Mi dispiace tantissimo. Geroni ha reagito molto bene negli allenamenti in settimana, anche in partita è andato bene. Chiaramente per lui è stata una settimana particolare».

Luca Santoni

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di Redazione web