Gioco
Bimbi e campioni: la vera festa è a fine partita
“Terzo tempo” con i big: i campioni incontrano i piccini Dopopartita indimenticabile per decine di baby fan
LIVORNO. La gioia ha il volto di un bimbo di 4 anni che, con il cappellino calato sugli occhi e una sciarpa bianconera al collo, vede Gigi Buffon apparire nel piazzale davanti al Picchi. Il sorriso esplode all’improvviso sul suo visetto paonazzo quando, dopo oltre un’ora di attesa al freddo, il portiere della Juve esce dallo stadio e si incammina verso di lui. L’autografo, poi un flash: Buffon scompare in un baleno, ma quel momento resterà per sempre nella memoria del piccolo livornese dal cuore zebrato. È lui il simbolo di un pomeriggio di festa all’insegna del fair play. Il calcio si riappropria della sua anima più autentica e lo fa attraverso l’entusiasmo dei cuccioli d’uomo, raggruppati fuori dal Picchi ad aspettare i campioni di Juve e Livorno. Un dopo partita, dalle 17 alle 18, da far invidia al miglior terzo tempo di rugby.
Il momento più emozionante è quello dell’attesa: i bimbi non stanno nella pelle ed è divertente e tenero osservare come, minuto dopo minuto, guadagnano metri nel piazzale, avvicinandosi sempre di più al pullman bianconero, mentre agenti e steward cercano di tenerli buoni.
Il primo bianconero ad andare incontro ai piccini è il direttore sportivo Giuseppe Marotta, amministratore delegato bianconero, accompagnato dal questore Marcello Cardona. I due sono molto amici: «Lui è il capo della Juve», dice il questore ai bimbi, prendendo il dirigente sotto braccio. Cordiale e disponibile, il numero uno bianconero firma autografi e sorride ai flash. Ed è lui che per primo si dà da fare per accontentare i baby fan: «Chi vuoi tu, Vidal? - dice a un bimbetto con lo sguardo fiero - Dammi il foglio che te lo faccio firmare». E così manda sul bus della società un collaboratore, che poco dopo scende con l’autografo.
Poi dallo stadio esce l’attaccante amaranto Luca Siligardi, seguito dallo juventino Paolo De Ceglie. Seguono minuti di delirio: i bambini gridano entusiasti acclamando i bianconeri Motta, Vidal, Marchisio, Asamoah, Quagliarella, Pogba (che con la sua inconfondibile cresta fa un’apparizione fugace), Pirlo e gli amaranto Duncan, Bardi, Valentini e Spinelli. Sorrisi e risate: «Ehi Vidal, rendimi il pennarello!», esclama un bambino, reclamando il prezioso oggetto: la passerella dei big è tutt’altro che finita. Accoglienza delle grandi occasioni per Fernando Llorente, autore della rete dell’1 a zero per la Juve: lo spagnolo resta a lungo con i piccini, accontentandoli (quasi) tutti, firmando quaderni e magliette. Grande emozione fuori dal Picchi quando, dopo lunghi cori (“Un capitano, c’è solo un capitano...”) spunta Andrea Luci. Il leader amaranto, che in questi giorni ha condiviso con l’intera città la lotta contro la fibrodisplasia di cui è affetto il figlio, si ferma a parlare per qualche minuto con Rita, una donna di Pontedera che come lui lotta per la salute del figlio, in carrozzina perché affetto da una grave malattia. Luci abbraccia entrambi, poi vola dai piccini per autografi e foto.
Uno dei più attesi è Giorgio Chiellini, livornese ma bianconero. I piccoli lo circondano e gridano il suo nome. Per non parlare di Conte. Il mister bianconero arriva per penultimo (il premio “dulcis in fundo” spetta alla star Buffon) e resta con i piccoli solo pochi istanti.
Bimbi, ma anche adulti: una poliziotta in divisa, mentre tenta di contenere la baby folla scatenata, mette foglio e penna in mano a Marotta ed esclama: «Un autografo per una bimba cresciuta?». La battuta finale spetta al questore Cardona, ideatore dell’iniziativa: «Un’esperienza straordinaria che speriamo di ripetere. È commovente vedere la felicità negli occhi di questi bambini: è questo il modo di approcciarsi al calcio e di coltivare la cultura sportiva».
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