Gioco
A Gavorrano spunta...la contestazione dei tifosi
Netta sconfitta in casa per 3-0 col Cosenza, la quinta stagionale: errori grossolani e cali di tensione
GAVORRANO. Al Malservisi-Matteini fa il suo debutto assoluto la contestazione dei tifosi. Certo, gli spalti dello stadio maremmano non brillano per il folto pubblico, ma i presenti alla disfatta contro il Cosenza si sono comunque fatti sentire. Il momento più fastidioso è arrivato mentre la partita si avviava alla conclusione, con i campani impegnati in fraseggi di tacco e palleggio e i minerari impassibili nello sfottò che avevano davanti. È questo il cruccio più grande del Gavorrano: nessuna cattiveria, zero grinta.
Un’accidia dantesca che ora fa sprofondare la squadra nelle zone buie della classifica, da cui non è semplice uscire. Il 3-0 rimediato è lo specchio di tutti i problemi dei rossoblù. Quinta partita di fila a secco di gol (l’ultimo risale al 20 ottobre), errori grossolani, cali spaventosi di concentrazione. E se gli ultimi due sono difetti della gioventù, allora la linea verde dettata dalla società rischia di diventare un ostacolo.
Scavando bene, comunque, qualcosa da salvare c’è. Prima del gol di Blondett, lasciato colpevolmente solo nel suo colpo di testa vincente, il Gavorrano ha provato a giocarsi le sue carte. Buoni spunti sugli esterni, qualche cross e tiri dalla distanza. Rispetto a un mese fa, un miglioramento. Anche dopo il vantaggio cosentino c’è stato un barlume di reazione. Poi però è arrivato il raddoppio di Criaco, con un contropiede innescato da un errore palese di Ropolo, e tutti hanno capito che la partita era chiusa, anche se mancava mezz’ora alla fine.
Non c’è dubbio che la qualità dei campani è superiore a quella mineraria. Ma la vera differenza ieri è stata nella testa: sul 2-0, i giocatori di Cappellacci sono entrati su ogni pallone, senza perdere un contrasto, mentre il Gavorrano non è riuscito neanche a interrompere con un fallo il torello di fine match. Il terzo gol è la dimostrazione: rossoblù immobili, sei passaggi attorno all’area di rigore fino alla zampata vincente di Napolano. Poi i fischi, gli «andate a lavorare» dagli spalti, le scuse del presidente Paolo Balloni. Perché così, è ovvio, la salvezza è un traguardo irraggiungibile per il Gavorrano.
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