Il Tirreno

Livorno

Don Bosco, dubbio Gigena Ad Alessandria sarà dura

di Andrea Masini
Don Bosco, dubbio Gigena Ad Alessandria sarà dura

I piemontesi sono ultimi in classifica ma la squadra di Da Prato è senza leader Lucarelli pronto all’uso, serve la vittoria per tenersi agganciati alle prime

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LIVORN O. Fidarsi (della classifica) è bene, ma non fidarsi (delle sei sconfitte all’attivo) è meglio. Molto meglio. Lo sa bene Andrea Da Prato, mentore di un Don Bosco che domenica salperà alla volta di Alessandria per affrontare il fanalino di coda del girone A (campionato Dnb) e nella speranza di vendicare il ko patito per mano del Team Basket E. Battaglia (palla a due alle 18).

Un’occasione ghiotta, senza dubbio. Ma allo stesso tempo da prendere con le molle, soprattutto se le condizioni di Mario Gigena non dovessero migliorare: l’oriundo è infatti riuscito ad aumentare i carichi di lavoro solo nel fine settimana smaltendo pian piano la contrattura al gluteo che lo aveva costretto al risposto forzato sette giorni.

Un’assenza pesante, forse decisiva, ma che fa già parte dell’album dei ricordi. Gigena a parte (pronto all’uso c’è l’Under diciannove Lucarelli), il Don Bosco dovrà attingere per forza di cose dal serbatoio dell’entusiasmo, dalla fame di successo di un gruppo che merita l’alta classifica e che farà di tutto per non perdere il treno delle posizioni che contano.

E in tal senso il processo di crescita in termini di esperienza dei vari Sollitto, Mazzantini, Della Rosa (e ci mettiamo anche Benvenuti) assumerà toni di assoluta rilevanza al fine di togliere un po’ responsabilità a Jack Sanguinetti, venticinque punti nella sfortunata partita contro Battaglia ma arrivato troppo scarico al momento topico.

Di contro, invece, un roster che non ha ancora trovato la quadratura del cerchio e che ha in Riccardo Bazzoli il principale terminale offensivo (sedici punti abbondanti di media), ottimamente coadiuvato da Emiliano Salvatore e Daniele Grilli, tiratore mortifero ex Enegan Firenze.

Altro dato, da non sottovalutare, il fatturato complessivo: una volta sola Alessandria è andata sopra i 75 punti (all’esordio) e mai sopra gli 80, sintomo di un attacco che stenta a decollare. Attenzione, infine, al fattore campo non certo da paragonare al Pala Dozza ma da rispettare. Sempre e comunque.

Per il resto, la sensazione è che molto dipenderà dalla prestazione del Don Bosco, pronto a combattere con umiltà per riprendere il filo diretto con i due punti e l’alta classifica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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