Gioco
Thohir: «Io non sono Berlusconi...»
Debutto disinvolto del presidente dell’Inter da Fazio. Mazzarri, futuro garantito
ROMA. Simpatico, entusiasta, e tutt’altro che sprovveduto. Il neo-presidente dell’Inter Erik Thohir “buca il video”nella sua prima televisiva italiana con un’intervista non banale a Fabio Fazio, nella quale il miliardario indonesiano dimostra di padroneggiare abilmente i meccanismi dei mass-media, che d’altra parte sono il suo principale business in patria. Concede battute, ma dà anche notizie, il tutto miscelato con sorrisi disinvolti.
L'investitura per Walter Mazzarri, ad esempio, è di quelle importanti. «Credo che se una persona vuole farcela nella vita deve lavorare duro e avere obbiettivi - dice il nuovo presidente nerazzurro - e io vedo tutte queste cose in Walter Mazzarri e ringrazio Moratti per averlo scelto. Abbiamo le basi fondamentali per essere a posto nei prossimi due o tre anni. Nel 2016 ci sarà la finale di Champions a Milano e penso che torneremo presto in questa competizione».
Il magnate indonesiano non si esprime invece sulla possibilità di vincere lo scudetto («Deciderà Dio quando succederà») e non si sbilancia in chiave mercato. «Ci sono molte voci sui giocatori, ma quel che faremo è costruire un sistema», dice nel corso dell'intervista. Nei prossimi giorni è previsto un summit con Branca e Ausilio, mentre oggi Thohir incontrerà gli altri presidenti di A in Lega Calcio. «Non mi sarà possibile esserci ad ogni partita, ma le guarderò di notte e sarò un tifoso a distanza. Dal 28 novembre al 2 dicembre sarò a Milano e porterò la mia famiglia per visitare la città», assicura il tycoon. Se fosse così sarebbe Inter-Sampdoria del primo dicembre la sua gara d'esordio a San Siro, probabilmente al fianco di Moratti. «Sono sempre stato tifoso dell'Inter e quando l'ho incontrato per la prima volta gli ho detto: “Non sono qui per sostituirla ma per costruire qualcosa insieme”. Non riuscirò mai a fare quello che ha fatto lui in 18 anni, ma faremo in modo che l'Inter sia tra le prime squadre al mondo».
Non solo sport, comunque. Durante l'intervista arriva anche un primo messaggio per Silvio Berlusconi, presidente avversario dell'altra squadra di Milano: «Non so se lui è a conoscenza del fatto che a Djakarta io posseggo un quotidiano chiamato “Republika” - dichiara maliziosamente - ma una cosa è certa, io non sono Berlusconi: per esempio non ho nessuna intenzione di candidarmi in Indonesia».
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