Gioco
Prandelli sale sul tandem dei sogni
Stasera contro la Nigeria finalmente Rossi-Balotelli. Duro attacco del ct: «In Italia nessuno pensa alla Nazionale»
LONDRA. Fra tante Italiette, chissà che alla fine quella giusta non appartenga a un altro signor Rossi, oggi Pepito come ai tempi belli Pablito.
Alla ricerca della formula migliore per andare al Mondiale a testa alta, Cesare Prandelli stasera nello stadio del Fulham affronta l'ultimo test del 2013 (e il penultimo assoluto prima di definire i 23) dando spazio all'attaccante della Fiorentina e alla formula più consolidata, i quattro centrocampisti. Ma lo fa anche con un retrogusto amaro e polemico: «Vorrei - dice - che attorno alla Nazionale ci fosse più entusiasmo: invece ora si pensa solo a campionato e Champions, poi sotto il Mondiale tutti tifosissimi, un po’ tardi e un po’ facile...».
L'avversario di stasera a Londra è la Nigeria che l'ultima volta fece sudare freddo la nazionale di Sacchi, a Usa '94, prima del doppio miracolo di Baggio. Non sono però né i precedenti né la forza fisica dell'avversario - peraltro reduce da una partita decisiva solo sabato, quando le “Aquile” battendo 2-0 l’Etiopia hanno staccato il pass mondiale - a preoccupare il ct. Il tempo stringe, e dopo qualche esperimento a vuoto il primo obbiettivo per Prandelli è definire su quale Italia lavorare.
«Le idee chiare le ho: il centrocampo di qualità, e una seconda punta giusta da trovare». E dunque tocca a Giuseppe Rossi, la cui storia in azzurro si era interrotta alle porte dell'ultimo Europeo. Recupero da Milano permettendo, a completare il duo sarà Balotelli, e finalmente si potrà vedere il tandem dei sogni azzurri. Per una volta SuperMario non è l'uomo del giorno, perché i fari del Craven Cottage si accenderanno soprattutto su Rossi, «giocatore completo, che può fare la prima o la seconda punta», a detta del ct. Nel primo caso, con tre centrocampisti da inserimento offensivo alle spalle, «come ha fatto la Germania venerdì o come ha insegnato in questi anni Guardiola»; nel secondo al fianco di Balotelli centravanti, quasi da trequartista. Così lo vede il ct, e stasera confida in un riscontro forse decisivo.
A centrocampo un piccolo dubbio, se De Rossi non ce la fa spazio a Thiago Motta, sulla mediana Prandelli pare più tranquillo anche se non esclude di poter alternare il modulo a 4 con quello a 5 se avrà bisogno in certe partite di più densità nel mezzo. Ma moduli e lista a parte, quello di Londra pare comunque un Prandelli piuttosto teso: da una parte proiettato verso il Mondiale ma dall’altra già avviato al termine dell’esperienza azzurra. La polemica con le società sui mancati “stage” («Se li avessimo fatti ci saremmo risparmiati qualche brutto risultato», accusa) sembra evidenziare un ct convinto che il suo lavoro di ricostruzione non abbia avuto i riconoscimenti meritati. «Alla mia Italia voti non ne do, ma un giudizio molto positivo sì: noi abbiamo innovato alle radici, cambiato la cultura di scendere in campo, ce lo riconoscono in tutto il mondo, un po’ meno a casa nostra...»
Anche per questo il test con le “Aquile” sarà scivoloso. Viste le fasce del sorteggio, la Nigeria è una possibile avversaria del primo girone mondiale. «Sono forti fisicamente e maturati tatticamente, dovremo giocare veloce e sbagliare meno in difesa», dice Cesare. Insomma, malgrado le apparenze è partita vera. E anche importante.
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