Il Tirreno

Livorno

L’inno brasiliano per caricare il Livorno

di Fabrizio Pucci

Emerson e Paulinho scuotono i compagni: «In campo senza paura, la Juventus per vincere dovrà sputare sangue»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Pensi al brasiliano medio e te lo immagini solare estroverso, fino quasi ad essere sopra le righe. Poi incontri Paulinho ed Emerson e in parte ti devi ricredere perché le due colonne del Livorno di Nicola sono l'esatto contrario: parlano a voce bassa come se temessero di disturbare. Sono ragazzi riflessivi, che misurano le parole. Che si parli di calcio o di massimi sistemi il loro approccio è sempre lo stesso: garbato, educato salvo poi tirare fuori la grinta in campo.

Il disappunto di Paolo. E di temperamento domenica all'Ardenza ce ne sarà un gran bisogno perché arriva la multinazionale Juventus che cercheremo di piegare anche grazie ai nostri brasiliani anche se, purtroppo, uno solo sarà protagonista: Emerson. Niente da fare per lo squalificato Paulinho il cui rammarico è tangibile: «Mi dispiace molto non essere della partita - dice - anche perché non capita tutti i giorni di affrontare la Juve e mi sarebbe piaciuto confrontarmi nel nostro stadio contro i Campioni d'Italia. Al di là dell'amarezza personale, credo comunque che non ci saranno problemi per la mia sostituzione. La nostra è una squadra completa e chi giocherà al mio posto farà per intero il suo dovere».

L'orgoglio di Ramos. Emerson è l'uomo che ogni allenatore vorrebbe in squadra. È maturo, indica la strada da seguire. Non perde mai di vista l'obiettivo finale e soprattutto sa toccare le corde giuste, quelle del cuore: «I nostri tifosi - dice - devono avere una certezza. Domenica giocheremo a testa alta e con orgoglio perché portiamo sulla pelle la loro maglia. E la maglia amaranto del Livorno ha una storia e un significato profondo che la nostra gente conosce bene. Ecco. Noi scenderemo in campo con lo stesso atteggiamento di sempre. Per loro e per tutto quello che rappresenta la nostra casacca amaranto».

Settimana normale. La settimana che inizia oggi ci porterà dritto tra le braccia (o le spire) della Vecchia Signora. Emerson ha misurato la temperatura interna dello spogliatoio e senza riscontrare variazioni: «Sappiamo bene che affronteremo undici campioni, ma per il momento la atmosfera nel gruppo è non è cambiata. Certo, con il passare dei giorni aumenterà la concentrazione, ma per noi tutte le partite sono importanti anche se questa ovviamente esercita un fascino particolare».

Il segreto del Puma. La partita con i campionissimi della Juve può costituire il coronamento della carriera che Emerson ha speso in gran parte nei campi di periferia. Di lui circolano su internet filmati di mirabilie fatte con la maglia della Nuorese. Il salto in avanti avrebbe steso un toro, ma non questo ragazzone venuto dal Brasile: «No e sai perché? È semplice. Io non ho mai cambiato atteggiamento. Ho sempre affrontato ogni impegno con la stessa serietà. Per me che ci sia davanti la Juventus o il Tavolara non cambia nulla almeno nella preparazione mentale della partita. Poi è chiaro che sul piano emotivo ciò che vivremo domenica prossima avrà una sapore diverso».

Cuore d'oro. Emerson sabato mattina ha partecipato alla premiazione del 21.mo torneo Sara Mazzi che ricorda la bambina scomparsa nel 1990, prima giovane donatrice di organi a Livorno: «Vedete - chiosa il brasiliano - sono questi gli esempi della vita. Credo che sia stato importante partecipare. E l'anno prossimo vorrei essere di nuovo presente. Il calcio è bello, ma i veri valori della vita sono altri. Non perdiamo mai di vista la realtà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web