Il Tirreno

Livorno

Don Bosco, serve riscatto Ma Mortara è insidiosa

di Andrea Masini
Don Bosco, serve riscatto Ma Mortara è insidiosa

Dopo il ko di Bologna ci si affida ai «big three» Gigena-Benvenuti-Sanguinetti Ma anche Sollitto e Mazzantini garantiscono qualità: palla a due alle 18

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LIVORNO. L’obiettivo? Riprendere a correre, immediatamente. Perché all’asciutto il Don Bosco non sa proprio stare. E poi c’è da difendere l’imbattibilità casalinga che dura ormai da inizio campionato. Il primato (a quota 8 punti) in compagnia di Empoli, Tortona, Pavia e Fortitudo Bologna è infatti frutto di 3 successi al Pala Macchia in altrettanti impegni, un blitz (a Piacenza) e di due passi falsi patiti a prima a Cecina e poi sul parquet della Effe 103. Un cammino lodevole per la squadra di Andrea Da Prato, a detta di molti rivelazione di questo primo scorcio di Dnb, ma adesso concentrata sull’imminente sfida che si consumerà stasera contro il Basket Team E. Battaglia (palla a due in via Allende alle 18). Battaglia spigolosa. Il nome della squadra la dice lunga, la posizione in classifica un po’ meno (2 vittorie su 6). Ma guai peccare di presunzione, ogni partita ha una storia a sé. Soprattutto in un girone assai equilibrato dove è facile lasciare punti per strada. Detto questo, la compagine lombarda scenderà in riva al Tirreno con le migliori intenzioni e forte delle giocate di Mirko Cavallaro (scuola Mens Sana Siena), Luca Tardito (ex Pall. Biella) e di Pietro Del Sorbo, il principale terminale offensivo. Gente di categoria, gente rabbiosa, che farà di tutto pur di mettere i bastoni tra le ruote al Don Bosco. Non solo i “Big Three”. Fino ad ora si è parlato spesso di loro, se così vogliamo definirli. Quelli che la domenica segnano un po’ di più, vuoi per talento o per esperienza. Ma allo stesso tempo, se Gigena, Benvenuti e Sanguinetti giocano bene, il merito è anche un po’ di chi li sta intorno, ovvero della batteria di giovani rampanti che sta crescendo a vista d’occhio e che nell’economia della stagione potrà rivelarsi davvero preziosa quanto una miniera di diamanti. Prendiamo ad esempio Sollitto (ex Juve Pontedera), oggetto misterioso al pubblico di fede labronica, tiratore micidiale e sin da subito uomo da quintetto. Stesso discorso per Saverio Mazzantini, prodotto di casa, che la Dnb l’aveva già assaggiata la passata stagione ma con ben altro ruolo. Oggi ne è grande protagonista, facendo leva su una forza fisica che farebbe invidia a chiunque e con la quale potrebbe spaccare pure nelle categorie superiori. E di esempi potremo continuare a farne all’infinito, anche se alla vigilia di una “Battaglia” tanto importante l’attenzione è doveroso rivolgerla al campionato. A quell’imbattibilità casalinga da custodire, a tutti i costi.

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