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Livorno

E’ Galabinov il tesoretto di Spinelli

di Fabrizio Pucci
E’ Galabinov il tesoretto di Spinelli

L’attaccante bulgaro, di proprietà del Livorno segna e convince con l’Avellino. Perotti: sì, lo teniamo d’occhio...

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LIVORNO. Indossa la maglia verde, ma non è il leader degli scalatori al Giro d'Italia. E' alto un metro e novanta, ma non è un'ala alta del basket. Di professione è attaccante e il suo cartellino è di proprietà del Livorno fino al 2016. Gioca in serie B e sta disputando un signor campionato. Tra indizi e depistaggi ad arte, è facile individuare la soluzione del nostro indovinello. Di chi si tratta? Di Andrej Galabinov, la punta venuta dalla Bulgaria che domani compie 25 anni e li festeggia con sei candeline in più tanti quanti sono i suoi gol in questo primo segmento della stagione.

Sulle orme di 'Paolo'. La vicenda di Galabinov presenta alcune analogie con quella di Paulinho: arrivo a Livorno (anche se le credenziali del ragazzo di Sofia non erano all'altezza di quelle del brasiliano), prestazioni poco convincenti e poi la lunga serie di prestiti buoni per fare un carico di esperienza e di gol. E di nuova la crisalide è diventata farfalla. E' accaduto a Paulinho, passato per Grosseto e Sorrento prima di affermarsi a Livorno. E la storia può ripetersi con «Gala». Il bulgaro sbarcò a Livorno (proveniente dal Lumezzane) l'ultimo giorno del mercato invernale del 2011. In panchina c'era Novellino che gli dette subito fiducia facendolo debuttare nel match casalingo con il Varese. Andrej giocò solo il primo tempo. Poi lo rivedemmo per altri due spezzoni di partita per un totale di 132': praticamente il nulla. Zero gol, zero tiri in porta e l'unica cosa da ricordare il taglio di capelli sempre perfetto e scolpito con il gel. Poco, pochissimo per uno che avrebbe dovuto dare una mano alla squadra.

Andrej il vagabondo. Il riferimento non è alla poca dedizione al lavoro di Galabinov. Per vagabondo intendiamo, colui che vaga. Già perché dall'estate 2011 in poi il bulgaro diventa un nomade del calcio. Valigia eternamente tra le mani, lo abbiamo visto passare da Sorrento, proprio come Paulinho. Ma nemmeno in Costiera «Gala» fornì prestazioni memorabili. Per lui appena nove presenze e un solo gol. La dirigenza rossonera, d'accordo con quella amaranto, decise di mandarlo a giocare altrove. E l'altrove per Andrej fu il Bassano Virtus. Ma neanche in Veneto la spezzone di campionato fu eccezionale: quindici presenze e un gol.

La metamorfosi. Dopo qualche anno grigio per fortuna (e per merito) il talento di Galabinov sboccia. Accade nella stagione 2012/13 quando il lungo attaccante gioca a Gubbio, sempre in Prima Divisione, come durante tutto il suo girovagare. In Umbria, non gioca moltissimo (24 presenze), ma riscopre la sua vena realizzativa firmando dodici gol con la media di uno ogni due gare. Non male. Prodezze che non passano inosservate all'Avellino che lo ingaggia (in prestito secco) per il campionato di B che vede gli irpini nei panni della matricola. E con la maglia dei Lupi (come accadde anni fa a Danilevicius) il bulgaro esplode. A metà novembre è già a quota sei gol. E il Livorno si frega le mani. Ieri il dt Perotti ha commentato: «Stiamo osservando il giocatore che è ancora di nostra proprietà. Sta facendo bene e ne siamo felici». L'Avellino ha già chiesto informazioni al Livorno. I Verdi vorrebbero tenerlo anche l'anno prossimo, ma c'è da capire se Spinelli sarà d'accordo. Intanto nei giorni scorsi Calleri, procuratore del giocatore, ha dichiarato: «Andrej deve segnare il più possibile quest'anno in modo da poter aspirare alla serie A in futuro». Possibilmente con il Livorno, aggiungiamo noi.

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