Il Tirreno

Livorno

Benvenuti strega Bologna ma il Don Bosco non ce la fa

di Andrea Masini
Benvenuti strega Bologna ma il Don Bosco non ce la fa

Il golden boy livornese scrive 24 nel mitico Paladozza contro la Fortitudo Brilla anche Gigena, ma stavolta a Da Prato manca il contributo della panchina

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LIVORNO. Lassù, nonostante tutto, il Don Bosco ci è rimasto. Non più da solo, ma accanto a Empoli, Tortona, Pavia e Fortitudo Bologna, quest’ultima carnefice degli uomini di Andrea Da Prato domenica sera al Pala Dozza (87-73). Un disco rosso che nell’economia del campionato non fa certo notizia (ci mancherebbe altro) e che, anzi, permetterà ai giovani livornesi di crescere in vista di altre trasferte, quelle sì, da vincere per rimanere attaccati al carro delle grandi. Uscire da piazza Azzarita con le braccia alzate non sarà semplice per nessuno e di conseguenza l’essere riusciti a mettere la museruola all’Aquila per 30 minuti rappresenta un motivo d’orgoglio, oltre che un trampolino di lancio per accogliere con il coltello tra i denti il Basket Team Battaglia tra 5 giorni. Una prestazione viziata da qualche tocco d’inesperienza, su uno dei palchi storici della pallacanestro italiana, ma soprattutto legata alle conferme di Marione Gigena e Lorenzo Benvenuti, rispettivamente autori di 20 e 24 punti. Sì, avete letto bene. 24 del “bimbo”, che si è mangiato i lunghi fortitudini strappando anche 8 rimbalzi, per un 29 totale di valutazione che la dice lunga. Stesso discorso per l’oriundo, che di fine carriera non vuol proprio sentir parlare. Lui, a differenza dei suoi compagni, la “fossa” della Fortitudo la conosceva bene. E sapeva altrettanto bene anche come addomesticarla, ovvero con altri 20 acuti. Rispetto alle precedenti settimane, in casa Don Bosco è però mancato l’apporto delle “riserve” che definire prezioso è assai riduttivo: 5 punti per Della Rosa (ma con 0/6 dall’arco), 2 per Artioli e 3 Malfatti. 10 punti (su 73) che dovranno obbligatoriamente lievitare già da domenica prossima. E se poi aggiungiamo la differenza tra i canestri segnati dentro l’area pitturata (54 punti di Bologna, contro i 24 di Livorno), allora ecco svelato il mistero, sempre un po’ bugiardo, dei 14 di scarto. Sufficienti, invece, Mazzantini e Sollitto, mentre l’emozione dell’ex ha parzialmente travolto Jack Sanguinetti, protagonista di buone cifre (6, punti 7 assist e 5 rimbalzi) ma in campo per soli 26 minuti causa falli.

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